L’infiammazione è una risposta naturale dell’organismo a lesioni o agenti esterni, ma quando diventa cronica può trasformarsi in un rischio per la salute.
Che cos’è l’infiammazione
Con il termine infiammazione (o flogosi) si indica un processo di difesa attivato dal sistema immunitario quando l’organismo percepisce una minaccia. Può trattarsi di traumi fisici, sostanze chimiche irritanti o agenti infettivi come virus e batteri.
Il suo scopo è neutralizzare il pericolo, eliminare le cellule danneggiate e avviare i meccanismi di riparazione dei tessuti. È un meccanismo innato e universale: il corpo reagisce con rossore, calore, gonfiore, dolore e temporanea perdita di funzionalità della zona colpita.
In condizioni normali, la risposta si esaurisce una volta risolta la causa scatenante. Se però i meccanismi di controllo non funzionano, l’infiammazione può trasformarsi in una condizione cronica, diventando essa stessa fonte di malattia.
Perché si manifesta e quali sono i segni
La flogosi si attiva quando cellule danneggiate o agenti estranei rilasciano segnali chimici che richiamano vasi sanguigni, globuli bianchi e piastrine nella zona colpita. Questo porta a un aumento del flusso sanguigno, alla formazione di edema e all’avvio della risposta immunitaria.
I segni classici dell’infiammazione — descritti già in epoca romana — sono:
- rossore, dovuto alla dilatazione dei capillari;
- calore, provocato dall’aumento del flusso sanguigno;
- gonfiore, legato all’accumulo di liquidi e proteine;
- dolore, causato sia dalla pressione dei tessuti sia dai mediatori chimici rilasciati;
- funzione ridotta, conseguenza del dolore e del rigonfiamento.
A seconda dell’intensità e dell’estensione, l’infiammazione può generare anche sintomi generali come febbre, stanchezza e un aumento dei globuli bianchi nel sangue.
Infiammazione acuta e cronica
L’infiammazione acuta insorge rapidamente e dura pochi giorni: è il caso di una ferita, di una polmonite o di una puntura d’insetto. In genere rappresenta il primo passo verso la guarigione.
Quando invece la flogosi persiste per mesi o anni, si parla di infiammazione cronica. Questa condizione può derivare da malattie autoimmuni, da un’infezione non risolta o da fattori ambientali e comportamentali come fumo, inquinamento e dieta squilibrata.
L’infiammazione cronica è associata a patologie di grande diffusione, tra cui diabete, artrite, malattie cardiovascolari, obesità e alcuni tumori. I sintomi più comuni comprendono dolori articolari e muscolari, disturbi gastrointestinali, affaticamento e una maggiore predisposizione alle infezioni.