Litigare fa male, le conseguenze per la salute

Lo sapevate che vivere un rapporto di coppia in cui non si riesce ad esprimere le proprie emozioni o, se lo si fa, si percorre solo la strada del litigio e delle recriminazioni, fa male alla salute? ebbene sì, funziona proprio in questo modo; anche vivere un rapporto basato non sul dialogo ma sul rimuginare continuo alla lunga può seriamente farci ammalare.

Una recente ricerca svolta dall’Ohio State University ha preso in esame diverse coppie, sottoponendole a delle sedute durante le quali entrambi i partner erano chiamati ad esprimere i propri problemi e le proprie emozioni.

I colloqui che sono avvenuti durante questo esperimento sono stati registrati e messi a confronto, in seguito, con le analisi del sangue eseguite su ognuno dei partecipanti.

Litigare fa maleLitigare fa male

In particolare è stato analizzato il livello di chitochine, delle proteine prodotte dal sistema immunitario che aiutano l’organismo a rispondere a degli attacchi esterni. Una presenza elevata di queste proteine è spesso associata ad un aumento di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, artrite ed alcuni tipi di cancro. Ebbene chi durante il confronto con il partner utilizzava un maggior numero di parole che assomigliavano ad una mediazione aveva nel sangue un minor numero di chitochine al contrario di coloro che limitavano le parole di dialogo e che presentavano dei picchi delle suddette proteine decisamente elevati.

La conclusione è stata che il silenzio può far ammalare. L’esaurimento che consegue ad una mancanza di dialogo, ad un costante reprimere le proprie emozioni, ha molto spesso delle conseguenze fisiche. Quali? innanzitutto il mal di testa, i disturbi del sonno, un aumento leggero ma costante della pressione arteriosa, problemi al colon che possono sfociare nella colite spastica.

Il non dire, il tenersi tutto dentro e continuare a rimuginare, ha come diretto effetto un aumento degli ormoni dello stress che non trovando una valvola di sfogo se la prendono con il nostro corpo facendolo ammalare. Alcune volte capita che si taccia su determinati argomenti per non ferire o con la speranza che evitandoli non ci si pensi più; non è così, le cose non dette aleggiano nell’aria e nella testa di chi le pensa ingigantendosi e assumendo i connotati di un chiodo fisso.

Molto più saggio sarebbe affrontare gli argomenti più delicati e discuterne non partendo dalle frasi improduttive: “tanto so già che è così” o cadendo nella tentazione di assecondare piccole o grandi ripicche. Un dialogo aperto e sincero può in alcuni casi essere risolutivo e, soprattutto, liberatorio, capace di stemperare la tensione e ristabilire una calma interna che sicuramente gioverà alla salute di chi parla e di chi ascolta.

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