Uno studio molto interessante, condotto dagli scienziati del China Medical University Hospital, ha dimostrato come la pratica del Tai Chi, antica arte marziale cinese, allunghi la durata della vita.
Lo studio pubblicato il 28 maggio scorso spiega che gli effetti antivecchiamento sono dovuti al fatto che la pratica del Tai Chi sia in grado di promuovere la produzione delle cellule CD34, importanti cellule staminali coinvolte nel processo di auto-rinnovamento cellulare.
Lo studio è stato condotto su un gruppo di trentadue volontari di età inferiore ai venticinque anni suddivisi in tre gruppi. Al primo gruppo (TCC) è stato chiesto di praticare il Tai Chi, al secondo (BW) la camminata veloce, al terzo (NEH) di non svolgere alcuna attività.
“Sono stati utilizzati giovani volontari hanno una maggiore capacità di rinnovo cellulare e per evitare possibili interferenze dovute a patologie in corso o uso di farmaci”, ha detto il Dott. Shinn-Zong Lin del centro di Neuropsichiatria del China University Hospital.
Il gruppo TCC ha fatto rilevare un numero di cellule CD34 o CD34+ significativamente più elevato rispetto ai gruppi BW e NEH.
“E’ probabile che la pratica del Tai Chi favorisca la vasodilatazione e di conseguenza migliori l’afflusso sanguigno”, ha aggiunto il Dott. Lin.
Il prof. Sanberg, uno dei più illustri studiosi presso il Centro di eccellenza per l’Invecchiamento dell’Università della Florida ha detto:
“Considerando che camminare a passo svelto richiede spazi più grandi o costose attrezzature, il Tai Chi sembra costituire un’opzione più semplice e più economica per coloro che scelgono di svolgere attività antinvecchiamento”.
Questo studio costituisce il primo passo verso la dimostrazione scientifica degli innumerevoli benefici che vengono attribuiti a questa antica arte da molti secoli.
Secondo gli autori il Tai Chi si conferma un ottimo aiuto per i pazienti affetti da fibromialgia e da morbo di Parkinson in forma lieve o moderata.
In realtà da sempre a questa disciplina sono attribuite proprietà analgesiche. Inoltre è dimostrato che è in grado di tenere sotto controllo la pressione sanguigna e di ridurre lo stress.
Numerosi sono gli studi che in passato hanno fornito prove dei suoi benefici per l’uomo.
Secondo uno studio del 2008 della Tufts University, il Tai Chi costituisce un trattamento efficace nella cura della osteoartrite del ginocchio. Questi risultati sono stati confermati da uno studio coreano “Tai Chi for Disease Activity and Flexibility in Patients with Ankylosing Spondylitis—A Controlled Clinical Trial”, Questo studio ha dimostrato che otto settimane di lezioni di Tai Chi seguite da otto settimane di pratica a casa ha notevolmente migliorato la flessibilità e rallentato il processo degenerativo in pazienti con spondilite anchilosante, una forma di artrite molto dolorosa e debilitante che colpisce la colonna vertebrale.
E’ dimostrato come la pratica del Tai Chi migliori la qualità della vita e la capacità funzionale ovvero la capacità fisica di svolgere le normali attività quotidiane nelle donne affette da cancro al seno e attenui gli effetti collaterali del trattamento chemioterapico. Nello studio “Tai Chi Chuan per i superstiti del cancro al seno”, svolto presso l’Università di Rochester, è stato scoperto che la qualità della vita e la capacità funzionale ( compresa la capacità aerobica , la forza muscolare e la flessibilità ) nelle donne con cancro al seno sono migliorate dopo aver svolto 12 settimane di Tai Chi.
Uno studio “Tai Chi Chuan Esercizio per pazienti con malattie cardiovascolari” svolto presso la National Taiwan University ha scoperto che il Tai Chi contrasta efficacemente i fattori di rischio cardiovascolare più comuni, come ipertensione, diabete mellito, dislipidemia, la disfunzione endoteliale, e la depressione. Il Tai Chi è ritenuto anche sicuro ed efficace nei pazienti con infarto miocardico acuto, insufficienza cardiaca congestizia ed ictus . I ricercatori hanno concluso che il Tai Chi ha benefici significativi per pazienti con malattie cardiovascolari, e può essere prescritto come un programma di esercizio alternativo per i pazienti con malattia cardiaca.