Allattare al seno un bambino in modo esclusivo, almeno per i suoi primi sei mesi di vita, è il regalo migliore che gli si possa fare. Recente è la scoperta, da parte di alcuni ricercatori del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell’Università di Buffalo, di un complesso proteico contenuto nel latte materno, denominato Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor Cell (HAMLET) grazie al quale si riescono a combattere due ceppi batterici molto temuti.
Il latte materno è risaputo che porta innumerevoli vantaggi alla salute dei neonati. Non è da trascurare il vantaggio che apporta anche alle donne sia in termini di salute oltre che rappresentare un metodo molto pratico.
Il latte materno è sempre disponibile, in qualsiasi luogo e in qualsiasi situazione, oltre a contribuire ad instaurare una profonda relazione tra mamma e bambino.
Recente è la scoperta, da parte di alcuni ricercatori del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell’Università di Buffalo, di un complesso proteico contenuto nel latte materno, denominato Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor Cell (HAMLET) grazie al quale si riescono a combattere due ceppi batterici molto temuti.
Parliamo dello Streptococcus pneumoniae, resistente alla penicillina, e lo Staphilococcus aureus, resistente al meticillino.
Utilizzando questo complesso proteico si è riusciti a rendere nuovamente sensibili questi batteri ai suddetti antibiotici.
Di più, utilizzando l’ Hamlet, si è resa necessaria una minore concentrazione di antibiotico per debellare i virus.
La paura principale degli scienziati in tutto il mondo, è che ci stiamo avviando su una strada che vedrà la maggior parte dei batteri diventare più forti nei confronti degli attuali antibiotici in commercio. La sfida, dunque, è quella di trovare negli alimenti naturali dei validi alleati pr arginare il problema.
Il latte materno rappresenta un alimento che racchiude in sè innumerevoli prorietà nutrizionali e terapeutche, impossibili da paragonare a qualsiasi alimento presente in natura.
Da non dimenticare che il complesso proteico hamlet, era già stato indicato, negli anni passati come un’arma selettiva in grado di distruggere alcune cellule tumorali.