Dolore cronico e depressione

L’associazione “Vivere senza dolore”, ha presentato recentemente un progetto dal nome: “Parole senza dolore” che si prefigge lo scopo di far raccontare a chi soffre di questa invalidante patologia le proprie esperienze, per metterle al servizio di tutti. Si stima che oltre due terzi di italiani soffrano di questo disturbo, in particolare le donne.

Secondo gli ultimi dati, un soggetto su due interessato da questa patologia, è depresso, il 22% ha difficoltà a vivere, l’11% ha perso ogni speranza di guarire.
Secondo un recente studio, condotto dalla Federazione europea di medicina del dolore (Efic), un terzo soffre di dolore intenso, il 25% di dolore moderato.

Per dolore cronico si intende una patologia che dura per più di sei mesi, che disturba il sonno e l’umore, portando all’isolamento e, nella maggior parte dei casi, alla depressione. Da cosa è provocato. I motivi possono essere tanti, l’emicrania il mal di schiena, l’artrite, il diabete, una frattura, ecc. Molte volta capita che, anche dopo aver aver risolto la patologia in questione, il dolore continui a rimanere; in pratica i nervi continuano a mandare al cervello il segnale di dolore.

Oggi sappiamo che il dolore cronico è una vera e propria patologia che può essere curata, ma va trattata adeguatamente, partendo dal presupposto che, spesso, il dolore rappresenta un circolo vizioso che parte dall’aspetto fisico ma che, alla fine, interessa più quello psicologico.

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