Disturbi del sonno nei bambini

L’arrivo di un bambino nella vita di una coppia rappresenta sempre un momento felice, un coronamento naturale alla vita di due persone. Molte volte un bambino arriva dopo tanti sacrifici, altre volte arriva da subito, senza nessuno sforzo. In entrambi i casi è sempre una gioia; nove mesi interminabili nell’attesa di poterlo conoscere e stringere tra le braccia. Spesso però, i primi mesi si trasformano in un vero e proprio incubo. Il motivo principale sta nel fatto che, entrambi i genitori, devono adattare le loro abitudini a quelle del nuovo arrivato.

Il momento più “tragico” arriva sempre di notte. La mamma, in particolar modo, stanca a causa del parto, vorrebbe avere tempo per riposare e recuperare un po’ di forze, ma appena arrivati a casa con il piccolo, ci si accorge che le sue esigenze non coincidono proprio con le nostre. Se si è fortunati, ma davvero tanto, il bambino passerà la maggior parte del suo tempo, sia di notte che di giorno, a dormire, svegliandosi solo quando ha fame. Ma questo, chissà perchè, riguarda solo i bambini degli altri; il nostro, non ne vuole sapere di dormire e strilla dalla mattina alla sera, notte compresa.

Nonostante tutto l’amore che un genitore può provare nei confronti del proprio figlio si scatena sempre in grande nervosismo ed ansia da parte dei genitori che non sanno più che pesci prendere. Si innesca quindi un meccanismo secondo il quale sembra che tutti abbiano la soluzione: nonni, parenti, amici, e che ognuno sappia cosa è meglio fare, tranne noi. Questa situazione può durare solo poche settimane, il tempo necessario affinchè il bambino acquisisca i suoi ritmi naturali o, nella peggiore delle ipotesi, può durare mesi o anche anni.

La conseguenza sono musi lunghi, nervosismi che irrimediabilmente si riflettono sulla vita della coppia: liti interminabili su chi deve alzarsi di notte per consolare e calmare il piccolo e ci si ritrova al mattino più stanchi di come ci si è messi a letto.

A niente vale prenderlo in braccio, dargli il biberon, cantargli una canzoncina, tenergli la mano. Non sono poche le donne che durante i primi mesi di vita del loro bambino cominciano a manifestare i sintomi di un forte stress, alcune arrivano a perdere addirittura i capelli. Ognuno cerca di darsi una spiegazione: ha fame, ha sete, ha caldo, avrà le coliche e giù a leggere una infinità di libri sull’argomento sperando di trovare una soluzione magica. Dati alla mano il 35% dei bambini al di sotto dei cinque anni presenta disturbi del sonno, con difficoltà ad addormentarsi, con risvegli precoci al mattino, o frequenti risvegli notturni. La buona notizia è che solo il 2% di questi disturbi sono causati da problemi organici e psicologici; la maggior parte sono funzionali. Come regola generale un bambino molto piccolo che non riposa a dovere durante la notte , di giorno sarà piagnucoloso e totalmente dipendente dalla madre; i più grandi che non dormono ancora, risulteranno più timidi, ansiosi, e avranno uno scarso rendimento scolastico.

I bambini, fin da piccoli, vanno “educati al sonno” e per farlo gli esperti raccomandano di non ricorrere a tanti artifici. Per cui bisogna insegnare loro, da subito, a dormire nella propria stanza, ad addormentarsi da soli, ad abituarsi, insomma, al loro ambiente rassicurante, di modo che anche quando su sveglieranno nel cuore della notte, non faticheranno a riaddormentarsi. Un consiglio per i genitori disperati: quando ci si ritrova in questa situazione sembra di essere in un tunnel senza uscita, in un incubo che sembra non finire mai. Ricordatevi che tutto, ma proprio tutto, passa, ed un giorno, come d’incanto, ci ritroveremo con dei ragazzi indipendenti e forse arriveremo a rimpiangere, strano a dirsi, quando di notte ci chiamavano e avevano bisogno di noi.

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