Ricercatori del Qloudlab, un’impresa start-up con sede nel laboratorio dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna in Svizzera, hanno messo a punto un dispositivo smartphone in grado di eseguire esami del sangue.
Questa invenzione sarebbe in grado di migliorare notevolmente la qualità della vita di quelle persone soggette alla formazione di coaguli nel sangue, importante fattore di rischio per infarti e ictus.
I soggetti ad alto rischio di formazione di coaguli si sottopongono a trattamenti prolungati a base di anticoagulanti, farmaci che migliorano la fluidità del sangue contrastando la formazione di coaguli.
Questa terapia richiede che i pazienti si rechino spesso in ospedale per monitorare il flusso sanguigno. Inoltre se il paziente sbaglia il dosaggio di anticoagulanti può andare incontro a gravi problemi cardio-vascolari, ottenendo quindi un effetto contrario, molto pericoloso.
Questo rivoluzionario dispositivo, composto da una semplice pellicola monouso da applicare sullo schermo dello smartphone. E’ sufficiente una sola goccia di sangue posizionata sul dispositivo per misurare l’indice di coagulazione del sangue. I dati vengono inviati ad una specifica applicazione per smartphone messa a punto dagli stessi ricercatori di Qloudlab, ed i dati possono essere inviati direttamente al medico che può valutare in tempo reale il da farsi.
Qloudlab ha già messo sotto brevetto il dispositivo ed ha ottenuto finanziamenti da Venture Calcio per proseguire le ricerche.
Il team di ricerca spera di ultimare i test sull’affidabilità del dispositivo entro la fine del prossimo anno, per procedere poi alla commercializzazione su vasta scala.
Sembra che la l’interazione tra smartphone e l’attività di di autodiagnosi stia diventando sempre più popolare.
Recentemente la rivista online “Medical News Today” ha pubblicato la notizia della messa a punto di un dispositivo per smartphone in grado di misurare i principali segni vitali, come pressione arteriosa, temperatura corporea e livelli di ossigeno nel sangue.
Lo scorso anno, uno studio della University of California, di Los Angeles, ha progettato un dispositivo portatile che può condurre test renali e trasmettere i dati attraverso uno smartphone.