Cibo biologico: tutti i vantaggi

Coltivare alimenti biologici significa non utilizzare pesticidi e fertilizzanti chimici per farli crescere, significa utilizzare meno combustibili fossili da trasformare in concime, significa proteggere le colture per le generazioni future, significa esporre meno i lavoratori a sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute.

Mangiare alimenti biologici significa evitare di assumere antiparassitari, variare la qualità dei nutrienti, tutto a vantaggio della nostra salute, in particolare quella dei bambini e delle categorie più indifese: le donne in gravidanza e gli anziani.

Ma il cibo biologico costa di più e non tutti siamo disposti a spendere denaro extra ogni qual volta andiamo a fare la spesa. Prima di decidere se ne valga la pena o meno è bene informarsi ed essere consapevoli delle scelte che si vanno a fare.

L’ Enviromental Working Group ha classificato una serie di alimenti in base al loro contenuto di pesticidi e antiparassitari, stimando che ognuno di noi potrebbe ridurre dell’80% l’esposizione a sostanze dannose, se solo consumasse prodotti bilogici.

L’USDA (United States of Agricoltural Department) giura che gli alimenti che abitualmente acquistiamo, non oltrepassano i limiti di residui antiparassitari consentiti e che, tutti i prodotti venduti nei nostri supermercati, soddisfano quegli standard, ma l’Enviromental Working Group vede quei limiti troppo liberali, intimando di scegliere sempre prodotti freschi e biologici per non correre inutili rischi. Vi proponiamo una lista attendibile di tutti i cibi più pericolosi, tenendo conto che ogni anno l’elenco viene costantemente aggiornato. Poi, a voi la scelta.

LE MELE: sulla buccia delle mele sono stati rilevati più di 40 pesticidi in quanto questo frutto è costantemente attaccato da funghi ed insetti. La stessa quantità di pesticidi è stata riscontrata nei succhi a base di mela. La soluzione potrebbe essere di effettuare alle mele, prima di consumarle, una sorta di peeling ma, siate consapevoli, che assieme ai veleni, state portando via molte delle sostanze benefiche. Se non volete acquistare le mele biologiche, sostituitele con l’anguria, le banane e i mandarini.

IL SEDANO: sono stati rilevati su questa verdura più di 60 pesticidi diversi. Se non riuscire a trovare il sedano biologico, sostituitelo con i broccoli, i ravanelli, le cipolle.

POMODORINI: sono risultati essere l’alimento con più residui tossici. Per loro non esistono dei validi sostituti quindi fareste bene ad acquistarli solo biologici o se siete proprio bravi, coltivateli sul vostro balcone.

CETRIOLI: sulla loro buccia sono stati ritrovati 35 tipi diversi di pesticidi; togliere loro la buccia significa ridurre di circa la metà la possibilità di ingerire qualcuno di essi.

LE PESCHE: sono un alimento sempre presente nella lista nera, con un totale di 60 tipi diversi di pesticidi ritrovati sulla loro buccia, quasi altrettanti nelle confezioni monodose, un po’ di meno nelle pesche in scatola.

LE PATATE: rappresentano uno degli ortaggi più consumati in assoluto ma, purtroppo, non fanno eccezione in quanto a numero di pesticidi . Una valida alternativa sono le patate dolci che presentano meno possibilità di contenere antiparassitari.

LE FRAGOLE: molto spesso sono attaccate da funghi per cui i contadini sono soliti spruzzarle con molti pesticidi che rimangono intrappolati su di esse ed è quasi impossibile eliminarli del tutto attraverso il comune lavaggio. Se non trovate le fragole biologiche, sostituitele con i kiwi o con l’ananas.

GLI SPINACI: che siano freschi o surgelati hanno presentato lo stesso numero di antiparassitari: circa 50 tipi diversi. A fare eccezione, quelli in scatola, appena più puliti.

IL CAVOLO: da sempre considerato un supercibo è risultato anche il più resistente all’attacco dei parassiti; non per questo però è esente dalla presenza di pesticidi sulla sua superficie. Trovarlo biologico è molto semplice e non risulta neanche troppo costoso. Lo potete sostituire egregiamente con gli asparagi ed i broccoli.

I MIRTILLI: risultano essere i frutti più contaminati, sia che si tratti di quelli freschi che congelati. Un’alternativa valida è rappresentata dalle ciliegie, anch’esse molto esposte ai pesticidi.

IL LATTE: trattandosi dell’alimento principale di cui si nutrono i bambini ci aspetteremmo tutti che fosse incontaminato. Così purtroppo non è. Pensate che sostanze chimiche artificiali sono state ritrovate anche nel latte materno, figuratevi in quello vaccino. Stesso discorso per quasi tutti i prodotti caseari.

IL VINO: quella dell’uva è una delle colture più fortemente irrorate dai pesticidi, figuratevi il vino. Esistono, però, per fortuna, molti vini biologici.

IL CAFFE’: non ci sono dati attendibili sul caffè ma sui chicchi di caffè sì. Vengono di solito coltivati in aree geografiche molto permissive per quanto riguarda l’uso di pesticidi. Cercate sull’etichetta sempre la provenienza.

CIOCCOLATO: al pari del caffè, molte volte le fave di cacao, vengono coltivate in paesi in via di sviluppo, privi di norme severe che regolano l’utilizzo dei pesticidi.

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