Malattia di Alzheimer, nuovo farmaco legato al sistema immunitario

La Stanford University potrebbe avere scoperto un nuovo farmaco per la cura dell’Alzheimer. La ricerca è stata da poco pubblicata sul Journal of Neuroscience. Per la prima volta questo studio ha dimostrato come ad essere coinvolte nello sviluppo di questa malattia sarebbero le cellule immunitarie capaci di formare delle placche tra le cellule cerebrali responsabili del loro mal funzionamento. Solitamente l’organismo umano è capace autonomamente di distruggere queste placche ma, quando in presenza di Alzheimer, sembra che si formi una specie di corto circuito che manderebbe le cellule in tilt.

Si è testato un farmaco capace di bloccare queste molecole e quindi la formazione di placche. Il farmaco, difluorometilornitina, DFMO, questo il nome, nei topi ha dimostrato di migliorare la memoria.

Gli scienziati pensano che il nuovo farmaco potrebbe aprire la strada alla prevenzione e al trattamento della demenza anticipando i sintomi di almeno dieci anni. Ogni anno muoiono di Alzheimer circa 60.000 persone e la speranza quindi è di riuscire, nel più breve tempo possibile, a fermare precocemente la sua insorgenza. I risultati della ricerca hanno anche dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che per prevenire l’Alzheimer risulta fondamentale condurre uno stile di vita quanto più sano possibile: evitare di fumare, mantenere il corpo e la mente sempre attivi, mantenere stabili i valori pressori, controllare il livello di colesterolo nel sangue. Lo studio ha inoltre dimostrato l’importanza che svolge nello sviluppo del morbo di Alzheimer il nostro sistema immunitario che, se efficace, sarebbe in grado di prevenire diversi tipi di malattie.