Epigenoma, nuovo studio sul Dna umano spiega la sinfonia della vita

Il “Massachusetts Institute of Tecnology” con la collaborazione di scienziati provenienti da tutte le parti del mondo ha presentato ufficialmente il risultato di uno studio sul DNA umano durato dieci lunghi anni; anni necessari per giungere a ricavare una sequenza che spiega la sinfonia della vita. Ciò che erano riusciti a decifrare fino a pochi giorni fa era la sequenza del DNA umano; oggi si è aggiunto un tassello fondamentale, ovvero la conoscenza dell’epigenoma, l’insieme di interruttori molecolari capaci di atttivare o disattivare i geni di più di 100 tipi di cellule, siano esse sane o malate. Il risultato della ricerca è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nature”.

A cosa servirà questa scoperta? A fornire informazioni valide e fondamentali per collegare qualsiasi variazione genetica alle malattie. Gli sforzi sono tutti concentrati, in particolare, sul cancro: il fine che si sono prefissi gli scienziati è di capire come l’epigenoma possa in qualche modo influenzare il destino dei geni ma soprattutto di svelare e spiegare come le decisioni che costantemente prendiamo, siano esse alimentari che comportamentali, possano influenzare la nostra salute. Per capore fino in fondo la questione basti pensare che, per esempio, i gemelli, in possesso di DNA identici, non è detto che sviluppino le stesse patologie genetiche come può esserlo il cancro. Le loro scelte influenzeranno le loro differenze epigenetiche e quindi la loro salute.

Una alimentazione sbagliata, la mancanza di esercizio fisico, l’abuso di sostanze come il tabacco o l’alcol, sono in grado di mutare la nostra risposta genetica. Le mappe epigenetiche fino ad ora evidenziate hanno dimostrato l‘esistenza di 127 tipi di tessuti e di cellule diversi in ognuno di noi; le sequenze sono state depositate in una data-base per essere poi analizzate. Tutte le informazioni raccolte fino ad ora e quelle che arriveranno in seguito, saranno essenziali per supportare il faticoso lavoro degli oncologi al fine di creare e applicare trattamenti farmacologici più mirati.