Epatite C farmaci gratuiti: fondo per 15mila pazienti

Ecco quella che si può definire una bella notizia: anche l’Italia ha stanziato, grazie al Ministero della Salute, un fondo che permetterà a quindicimila persone di ricevere gratuitamente i farmaci contro l’Epatite C. Già ad ottobre era giunta notizia della commercializzazione del Sofosbuvir, un farmaco capace di guarire quasi tutti i malati di questa patologia. A breve si aggiungerà il Simeprevir in attesa poi che vengano approvati altri sostituiti con la stessa efficacia.

Il farmaco, presto disponibile per tutti, non contiene interferone e sarà assunto oralmente. Nel 90% del casi trattati è riuscito, dopo una somministrazione abbastanza lunga, a debellare dall’organismo il virus responsabile dell’epatite C.

Così ha giustamente commentato Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute:  “Siamo a una svolta epocale. È come passare dalla radio a internet“; Ha aggiunto Francesco Mennini dell’Università Tor Vregata di Roma: “l’introduzione di nuovi farmaci che permettono la guarigione dalla patologia può diventare un elemento importante anche dal punto di vista economico”; l’epatite C, una malattia che al momento in Italia colpisce più di 300 mila soggetti, comporta una serie di patologie legate ad altri organi il che si traduce in un costo per il Sistema Sanitario nazionale che era diventato davvero pesante. L’introduzione gratuita dei nuovi farmaci permetterà una migliore distribuzione delle risorse comuni.

L’epatite C è una delle malattie più trasmissibili al mondo; sono circa 180 milioni le persone colpite. Il virus dell’epatite C si diffonde attraverso il sangue infetto, molto comune la trasmissione da parte di madre al feto, raro il contagio attraverso il contatto sessuale. Il virus colpisce il fegato nella sua parte più profonda causando cirrosi, tumori del fegato e, in molti casi, morte. La maggior parte della popolazione tuttavia sviluppa una infezione cronica.

Uno studio, condotto dall’Università di Oxford, ha preso in esame volontari a cui è stato somministrato un vaccino, ancora in fase sperimentale, che dovrebbe forzare il sistema immunitario a rispondere al virus. Gli scienziati hanno inizialmente testato il vaccino su scimpanzè a cui era stato inoculato il virus dell’epatite C.

Così si è espresso il Professore Ellie Barnes del Dipartimento Nuffield di Medicina all’Università di Oxford: “Le dimensioni e l’ampiezza delle risposte immunitarie viste nei volontari sani sono senza precedenti per un vaccino contro l’epatite C“.
Le cellule idonee ad eradicare il virus sono le T che, adoperando questo vaccino, hanno migliorato la risposta.

Al momento, il vaccino viene testato negli Stati Uniti tra i tossicodipendenti per via endovenosa. Un passo successivo sarebbe quello di valutare la risposta delle cellule T specifiche necessarie per evitare l’infezione da virus dell’epatite C. La ricerca prosegue ma l’impressione è che forse si è, per la prima volta, sulla strada giusta.