Una nota azienda specializzata in videogiochi ha messo a punto un nuovo strumento che, attraverso il gioco, si propone un obiettivo medico: curare l’ambliopia, un difetto visivo caratterizzato da un deficit della vista, comunemente noto come “occhio pigro”.
Si tratta di un gioco chiamato Dig Rush, in due D, che assomiglia ad un puzzle con personaggi colorati. Chi ha la necessità di stimolare un occhio ipovedente dovrà semplicemente usare il dispositivo che costringerà il cervello a visualizzare meglio le immagini. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori della “McGill University” a Montreal.
Il responsabile della Ubisoft, Mathieu Ferland, si è detto molto soddisfatto ma soprattutto orgoglioso di avere creduto in questa metodica che aiuta i trattamenti medici standard. Fino ad oggi l’unico mezzo conosciuto per curare l’ambliopia consisteva nel bendare l’occhio sano in modo da costringere il più bisognoso a correggere il proprio difetto. La metodologia, per quanto efficace, era sempre risultata abbastanza scomoda e richiedeva tempi molto lunghi. Oggi, grazie a questa nuova invenzione, molti bambini forse potranno curarsi divertendosi.