Una ricerca condotta dalla “Washington University School of Medicine” e pubblicata sulla rivista scientifica “Plos One” ha cercato di dimostrare che le donne che fanno uso eccessivo di cosmetici vedono comparire la menopausa dai due ai quattro anni prima rispetto alle donne che non sono state a contatto con sostanze chimiche e materie plastiche presenti in questi prodotti.
Ambra Cooper, un’ assistente di ostetricia e ginecologia, coautrice dello studio ha dichiarato che le sostanze chimiche possono portare ad un precoce declino della funzione ovarica, suggerendo che i risultati ottenuti dovrebbero far riflettere. Sono state prese in esame 1.442 donne in menopausa la cui età media corrispondeva all’incirca a 61 anni. Nessuna di loro si era mai sottoposta a terapie a base di estrogeni nè tantomeno avevano subito interventi chirurgici per rimuovere le ovaie. Tuttavia, nel sangue e nelle urine delle donne, sono stati ritrovati 15 diversi composti chimici associati alla menopausa e precoce e al declino della funzione ovarica; tra questi nove bifenili policlorurati (PCB), tre pesticidi, due ftalati, tipicamente presenti nei materiali plastici, cosmetici e sapone e un prodotto chimico tossico conosciuto come furano.
Molte di queste sostanze, a dir la verità, sono presenti anche nell’acqua e nel suolo ma i loro livelli sono facilmente controllabili. Ciò che non possiamo controllare invece è la quantità contenuta nel cosmetici e soprattutto non sappiamo quanto, attraverso di essi, ne introduciamo giornalmente. Gli scienziati hanno raccomandato più prudenza nell’utilizzo, non solo di cosmetici ma di tutte quegli utensili, per esempio in plastica, che maneggiamo di continuo. Sarebbe sempre preferibile, in cucina come per i prodotti destinati all’igiene personale, utilizzare prodotti contenuti in contenitori di vetro, decisamente meno tossici.