Dalla California arriva una novità che promette di alleviare le sofferenze di quanti soffrono di dolore cronico che, purtroppo, non risponde più al trattamento di farmaci tradizionali. Si tratta di un chip, da inserire sotto cute, che invia segnali elettrici a nervi e tessuti danneggiati.
Il primo microstimolatore, così viene definito, è stato impiantato all’Ospedale Santa Chiara di Pisa; è un dispositivo molto piccolo, misura infatti un millimetro di diametro contro una lunghezza di circa dieci centimetri, che sfrutta il sistema wireless, senza necessità di batterie interne. Solo in Italia di dolore cronico si stima soffra oltre due terzi della popolazione, in particolare il genere femminile.
Il dolore cronico è una condizione altamente invalidante che non permette di svolgere le normali attività giornaliere, di riposare bene di notte e che, quindi, compromette notevolmente la qualità di vita di chi ne è colpito. Caratteristica di questa patologia è che, spesso, dopo aver risolto la causa scatenante, il dolore continua a farsi sentire a causa di una certa “memoria” che è capace di lasciare nel nostro cervello. Per questo il dolore cronico porta, nella maggior parte dei casi, ad una forma di isolamento sociale, che vede come culmine la comparsa di depressione.
Si tratta di una vera e propria patologia che va, innanzitutto, diagnosticata per tempo prima che il paziente entri in un pericoloso circolo vizioso. Di dolore cronico, assicurano gli esperti, si può guarire. Si spera che, nel frattempo, le nuve tecnologie diano una mano a tenere sotto controllo i sintomi, per regalare a chi ne è colpito una vita più serena.