Tetano: come si contrae, sintomi e cura

Il tetano è una malattia causata da un batterio anaerobico, Clostriudium tetani, che vive nel tratto gastroenterico degli animali, in particolar modo di equini, bovini, pollame. Attraverso le feci viene eliminato nel terreno dove si trasforma in spore che possono continuare a vivere nell’ambiente. Provoca una malattia infettiva che danneggia i muscoli ed i nervi nell’uomo.
Attualmente esiste un vaccino che viene praticato a tutti i bambini in tre dosi, al terzo, al quinto e intorno all’anno di vita, seguito da una dose di richiamo tra i cinque e i sei anni e un’altra tra gli 11 e i 12 anni.

Da adulti è bene richiamare una dose ogni 10 anni.
Ma le cose non sono sempre andate così: in effetti l’antitetanica fu introdotta negli anni trenta nell’esercito e negli Anni sessanta solo per alcune categorie di lavoratori, gli edili e i metalmeccanici e qualche volta gli sportivi, perchè si ritenevano più esposti al rischio di contrarre la malattia. Solo nel 1968 la vaccinazione diventò obbligatoria per tutti i bambini. Questo è il motivo per cui, oggi, esistono ancora casi di infezione che vedono tra le più colpite le donne anziane; proprio per il fatto che in vita loro non sono mai state sottoposte a nessuna profilassi.

Come ci si contagia? Credenza comune è che l’unica responsabile sia la ruggine; in realtà non è il metallo che provoca il tetano ma il fatto che questo sia, di solito, a contatto con il terreno infetto. E’ sufficiente procurarsi un taglio o un semplice graffio ed il gioco è fatto. Di solito ci si può infettare anche con una spina di rosa, di rovo o anche di un carciofo. Non è raro infettarsi con il graffio di un cane o di un gatto.

Cosa succede se si viene a contatto con questo batterio.
Di solito c’è un periodo di incubazione che dura anche fino a tre giorni; il batterio, un volta entrato nell’organismo, produce una tossina, tetanospasmina, che, attraverso il sangue arriva ai neurotrasmettitori provocando spasmi e crampi muscolari. Il sintomo più eclatante è il trisma, ovvero la spasmo della mandibola, poi si irrigidisce il collo, le spalle, la schiena e per finire gli arti. Nel caso di grave infezione, ad essere colpiti saranno gli organi respiratori con conseguenze fatali. La vaccinazione per questa infezione è fondamentale. In caso di infortunio verrà praticato un richiamo del vaccino; nei casi più gravi si vedrà necessario praticare una iniezione di immunoglobuline, materiale preso da altri donatori.

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