Termometro, meglio quello rettale

Secondo una nuova ricerca pubblicata di recente su Annals of Internal Medicine per rilevare la temperatura corporea e quindi la febbre sarebbero più indicati i termometri rettali piuttosto che quelli utilizzati per via periferica, sotto le ascelle o in bocca.

Rilevare la temperatura corporea è il primo metodo per la diagnosi ed il successivo trattamento di molte patologie. I termometri rettali però non rappresentano di solito la prima scelta e si preferiscono quelli periferici perchè più comodi e meno invasivi. La temperatura però misurata all’esterno non garantirebbe una esatta diagnosi. Lo studio in questione ha dimostrato che invece le temperature rilevate da un catetere polmonare, dalla vescica, dal retto e dall’esofago rispondono maggiormente ad un criterio di correttezza.

Sono stati presi in esame 8.682 pazienti provenienti da 75 studi diversi e si è riscontrato che, in soggetti affetti sia da febbre che da ipotermia, la precisione del termometro periferico era fuori da un range accettabile e che la sensibilità diminuiva man mano che si trattava di rialzi termici poco significativi.

Così hanno concluso i ricercatori: “I termometri periferici non hanno una precisione clinicamente accettabile e non devono essere utilizzati per la misurazione precisa della temperatura corporea o influenzare le decisioni cliniche”.