La sindrome premestruale è una combinazione di disturbi emozionali, fisici e psicologici che colpisce le donne in corrispondenza dei giorni immediatamente precedenti il periodo mestruale.
I sintomi fisici e psichici sono numerosi, chiaramente essi non si presentano simultaneamente ma variano da soggetto a soggetto e possono variare di mese in mese.
I sintomi fisici sono: gonfiore del seno e/o dolore, gonfiore addominale, gonfiore dei piedi o delle mani, aumento di peso, frequenti e crescenti di mal di testa. Se si soffre di epilessia, asma, emicrania o herpes labiale, questi possono peggiorare prima del ciclo mestruale.
I sintomi psicologici sono: tensione, irritabilità, stanchezza, marcata aggressività e rabbia, umore basso, ansia, perdita di fiducia, stato emotivo. Si può registrare anche un cambiamento nel sonno, un calo del desiderio sessuale e dell’appetito.
Questo disturbo colpisce per lo più le donne di età compresa tra i 30 ed i 45 anni, ma può colpire le donne di ogni età. In alcuni casi i sintomi sono lievi e possono essere gestiti con semplicità senza creare grossi problemi soprattutto nei rapporti interpersonali.
Il 5% delle donne presentano sintomi così gravi da interferire pesantemente sulla propria qualità di vita.
Come può essere diagnosticata?
Purtroppo non esiste alcun test clinico. La diagnosi si basa esclusivamente sui sintomi, per questo motivo è consigliato tenere, per alcuni mesi, un diario giornaliero che permetta di monitorare la comparsa e l’intensità dei sintomi e soprattutto il periodo in cui compaiono.
Infatti questi sintomi possono essere comuni a molte patologie, ma è proprio il periodo in cui compaiono che può definirli come sintomi della SPM.
I sintomi si presentano talvolta dopo l’ovulazione, che solitamente inizia circa due settimane dopo la fine del ciclo. I sintomi si presentano solitamente cinque giorni prima del ciclo ed aumentano di intensità con l’avvicinarsi all’inizio del ciclo, per scomparire entro tre/quattro giorni. In alcune donne i sintomi possono durare anche fino a due settimane.
Quindi i sintomi che non si presentano con queste tempistiche non sono dovuti alla SPM.
La causa di questa sindrome è sconosciuta. Essa non è dovuta ad un squilibrio ormonale come si era pensato in un primo momento. Si pensa che le donne affette da questa sindrome siano più sensibili alle variazioni del livello di progesterone, ormone che affluisce nel sangue subito dopo l’ovulazione.
Questo eccesso di progesterone nel sangue produrrebbe in alcune donne una riduzione del livello di serotonina. Ciò spiega sia i sintomi sia il fatto che i medicinali che incrementano i livelli di serotonina risultano essere efficaci.
Cosa si può fare per migliorare la situazione?
1 – In primo luogo occorre prendere coscienza di essere soggetti a tale sindrome. Tenete un diario, prendete nota dei giorni in cui siete insolitamente irritabili o ansiose o aggressive o emotive o altri dei sintomi menzionati sopra. Verificate quando questi sintomi compaiano e quanto durano. In questo modo riuscirete a prevedere quando i sintomi compariranno e potrete prepararvi per affrontarli al meglio ed evitare di svolgere compiti importanti in quei giorni.
2 – Parlatene con chi vi è vicino. Ciò può aiutare loro a capire come vi sentite e saranno più preparati ad affrontare le crisi e potranno fornirvi supporto.
3 – Alcune donne trovano sollievo svolgendo un’attività fisica regolare. Le attività aerobiche a basso impatto, come nuoto, corsa o camminata, sono le più efficaci. Aiutano a ridurre l’ansia e favoriscono il rilascio di endorfine.
4 – Esistono studi scientifici che provano che ridurre l’apporto di carboidrati in prossimità dell’ovulazione renda più lievi i sintomi.
5 – Ridurre o, meglio, azzerare l’apporto di caffeina e di alcol riduce l’intensità dei sintomi.
6 – Smettere di fumare
Esistono terapie valide e riconosciute?
Cominciamo con il dire che spesso “non sottoporsi ad alcuna cura” e seguire i consigli comportamentali illustrati precedentemente può essere considerata tra le opzioni migliori. Unitamente alla presa di coscienza del problema ed al supporto di chi vi è vicino può essere sufficiente a rendere i sintomi sopportabili. Ma in questi casi è importante riconoscere il problema e chiedere il sostegno a chi vi circonda.
Negli ultimi anni sono state sperimentate numerose terapie, ma pochissime si sono rivelate efficaci. Considerate inoltre che per beneficiare degli effetti della terapia saranno necessari alcuni mesi, quindi anche in questo caso è utile tenere un diario per rilevare i cambiamenti dei sintomi nel tempo e capire se la terapia adottata sia efficace nel vostro caso.
I trattamenti farmacologici più efficaci sono i seguenti:
– Ibuprofene o paracetamolo aiutano sensibilmente ad alleviare il dolore e la tensione al seno. Mentre i diuretici aiutano a ridurre il gonfiore a piedi, mani, seno e viso.
– Analgesici alleviamo i dolorosi mal di testa, crampi addominali e pelvici. Gli antinfiammatori non steroidi sono risultati essere i più efficaci.
– Le benzodiazepine possono essere assunte per mitigare i sintomi depressivi, ma presentano problemi legati a dipendenza farmacologica.
– I contraccettivi orali di nuova concezione aiutano a limitare gli sbalzi ormonali dovuti all’ovulazione, riuscendo a ridurre i sintomi della SPM.
– Assumere estrogeni sotto forma di gel o cerotti ha fatto registrare miglioramenti notevoli, lo stesso non può dirsi per gli estrogeni in forma solida.
Precisiamo che qualsiasi trattamento deve essere intrapreso sotto consiglio e controllo medico.