Durante una recente intervista il Professor Umberto Veronesi ha dichiarato che le sigarette elettroniche non sono dannose per la salute. Secondo l’illustre oncologo, infatti, le sigarette elettroniche, non contenendo nicotina, non causerebbero gli stessi effetti negativi delle sigarette tradizionali, in quanto produrrebbero solo vapore acqueo.
Nonostante queste tranquillizzanti parole il dibattito circa l’uso di questo dispositivo rimane comunque aperto. Molti gli studi che denuncerebbero la presenza di sostanze nocive al pari della nicotina. Se è vero, infatti, che la sigaretta elettronica elimina il processo di combustione, maggiore responsabile della liberazione di sostanze cancerogene, è anche vero che nei liquidi utilizzati per le ricariche sono state trovate tracce di metalli pesanti che sarebbero comunque dannose per gli svapatori.
In particolare uno studio effettuato dall’Università di Napoli, Federico II, ha denunciato la presenza di considerevoli quantità di arsenico, piombo e cromo.
Rimane fermo il divieto da parte di alcuni stati all’utilizzo della sigaretta elettronica: pensiamo alla Grecia alla Lituania, a Malta che ne ha proibito l’utilizzo nei locali pubblici, all’Austria, ai Paesi Bassi, al Portogallo, alla Romania, al Lussemburgo, alla Francia che ne autorizzano l’uso solo come coadiuvante per smettere di fumare.
Secondo il parere di molti, infatti, utilizzare la sigaretta elettronica dovrebbe rappresentare solo il primo passo per provare a smettere di utilizzare le sigarette tradizionali, in quanto colmerebbe la mancanza più che altro della gestualità e del rito di avere qualcosa tra le labbra. Dall’ingresso della sigaretta elettronica ormai sono passati diversi mesi ma a quanto pare le polemiche non si sono ancora placate e i dubbi non ancora del tutto risolti.