Una nuova ricerca, condotta dall’Università della California di San Francisco, ha sollevato degli ulteriori dubbi sull’utilizzo delle sigarette elettroniche come supporto per smettere di fumare in modo tradizionale.
Quest’ultimo studio non fa altro che riproporre un tema di cui si discute ormai da due anni, data in cui le sigarette elettroniche sono state messe sul mercato.
Per onor di cronaca bisogna riportare che gli stessi scienziati che sono arrivati a questa conclusione, non si sono detti convinti fino in fondo dell’inefficacia delle sigarette elettroniche come mezzo per farla finita con le sigarette tradizionali, asserendo che ci vorranno altri studi ed altro tempo prima di arrivare a risultati certi.
Quella delle sigarette elettroniche è una storia che sembra essere senza fine visto il clamore che hanno sollevato da subito. Le sigarette elettroniche sono state messe più volte sotto accusa, specie quando fu avanzata la tesi che nelle ricariche fossero presenti metalli pesanti, pericolosi per la salute. Altrettante volte però sono state assolte anche se, lo stesso Ministero della Salute, ha preso provvedimenti in via cautelativa, fino a quando non fosse arrivata la certezza definitiva della loro non pericolosità. Sono stati effettuati diversi test per valutare, inoltre, se il vapore emesso dalle sigarette elettroniche potesse provocare danni alla salute.
Nel frattempo, gli scienziati hanno suggerito di vietare qualsiasi tipo di pubblicità che alluda al potere disintossicante delle sigarette elettroniche, almeno fino all’arrivo di dati scientifici certi.