Sciroppo di mais fa male

Quando acquistiamo un prodotto alimentare industriale dovremmo sempre leggere l’etichetta per capirne esattamente la composizione. Molta differenza sulla qualità di un elemento la fanno i suoi componenti. Prendiamo ad esempio i dolcificanti, in particolare lo sciroppo di mais. Doveroso sottolineare come in Europa l’uso di questo dolcificante non sia così diffuso anche se alcuni prodotti lo contengono. Lo sciroppo di mais è un prodotto largamente utilizzato, per esempio, negli Stati Uniti.

La sigla dello sciroppo di mais è HFCS, Hight -Fructose Corn Syrup, e per le industrie è molto appetibile in quanto presenta dei costi decisamente inferiori rispetto agli altri prodotti pur avendo un maggiore potere dolcificante.
Sciroppo di mais fa male
Si tratta di uno sciroppo ad alto contenuto di fruttosio. Non è un caso che l’aumento dell’utilizzo dello sciroppo di mais in America è cresciuto di pari passo all’obesità e ai casi di diabete.
Nello specifico, spiegano i ricercatori, lo sciroppo di mais provocherebbe una sintesi dei grassi nel fegato stimolando il nostro organismo a produrre insulina con la conseguenza di aumentare i casi di insulino-resistenza. L’assunzione continua, poi, di sciroppo di mais, indebolirebbe le pareti dell’intestino che non sarebbero più in grado di bloccare l’ingresso nel sangue di batteri e scarti tossici con la conseguenza di intossicarci.

Lo sciroppo di mais si è rivelato ricco di una sostanza dannosa per il nostro organismo: il mercurio. Un motivo in più per leggere attentamente l’etichetta di cosa acquistiamo? Il processo chimico attraverso cui viene prodotto lo sciroppo di mais resta a tutt’oggi segreto.

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