Sazietà, scoperto interruttore nel cervello

Una ricerca svolta dall’Università di Firenze e dall’Istituto di Biologia cellulare e Neurobiologia del Consiglio nazionale delle Ricerche di Roma in collaborazione con il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università La Sapienza di Roma, ha individuato il meccanismo che manda al cervello il segnale di sazietà. Gli esperimenti sono stati condotti su topi di laboratorio e hanno permesso di identificare le esatte cellule cerebrali e i processi che spingono a smettere di mangiare. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Nature neuroscience”, sottolineando come il segnale di sazietà sia un processo che tanto semplice non è. Si è scoperto che, quando proviamo un rifiuto ad alimentarci per diverse cause che possono essere rappresentate da una malattia in corso o da una sensazione di pienezza, si attivano alcuni neuroni situati in una piccola regione del cervello. I ricercatori hanno provato una tecnica nuova per sopprimere l’attività dei neuroni in questione scoprendo che, così facendo, i topi mangiavano di meno, senza provare nessun tipo di ansia o disagio.Sazietà, scoperto interruttore nel cervello La scoperta apre nuove strade alla lotta all’obesità. Utilizzando un laser si dovrebbe quindi riuscire a bloccare completamente lo stimolo della fame. Così si è espresso il Professor David Anderson che ha coordinato la ricerca: “E’ stato incredibilmente sorprendente scoprire come si può evitare che i topi si nutrano solo premendo un interruttore. E’ possibile che anche negli esseri umani esistano cellule simili. Se questo è vero un giorno si potrebbero costruire vie per lo sviluppo di terapie per i disturbi alimentari”. La prossima sfida per gli scienziati sarà di scoprire se questi neuroni, se presenti, possano rappresentare un collegamento tra alimentazione ed emozioni.

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