Le intossicazioni alimentari sono in aumento, seconde solo al raffreddore e ogni anno colpiscono milioni di persone. I maggiori incriminati sono il Campylobacter, derivante da pollame poco cotto che viene a contatto con verdure crude, la Salmonella, derivante il più delle volte da mani non lavate, l’E. Coli derivante da poca igiene o carne poco cotta. A seconda dell’agente patogeno che si contrae i sintomi possono manifestarsi in un paio di ore o dopo alcuni giorni.
In linea di massima, una volta contratta l’infezione si dovrebbe lasciar fare al proprio corpo che saprà come combatterla, nel caso però dovessero comparire sintomi strani quali sangue nelle feci, dolore addominale importante, febbre o disidratazione è raccomandato rivolgersi ad un medico. Attraverso la dissenteria ed il vomito, il nostro corpo cerca di liberarsi dai parassiti quindi, utilizzare degli antidiarroici può essere controproducente; allo stesso modo gli antibiotici prolungheranno il malessere.
Rimedi contro l’intossicazione alimentare
Bere molto invece può aiutare, che sia acqua, succo di frutta diluito, tè leggero, non farà differenza, servirà invece a contrastare gli effetti collaterali della diarrea e del vomito. Potete preparare in casa una soluzione elettrolitica efficace: combinate spremute fresche di agrumi con un litro di acqua, un cucchiaino di sale, e quattro cucchiai di zucchero.
Cosa fare in caso di intossicazione alimentare
IL CALCIO: uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Gastroenterology” ha dimostrato come l’assunzione regolare di calcio può essere utile a prevenire una intossicazione alimentare. Sono stati selezionati dei volontari a metà dei quali è stata somministrato del calcio extra giornaliero, l’altra metà ha ricevuto una compressa placebo. Sono stati poi tutti esposti ad E. Coli. Il gruppo che aveva assunto calcio ha aumentato il livello di batteri sani nell’intestino che hanno combattuto l’infezione recuparando più in fretta di chi, invece, aveva avuto una compressa placebo. Assumere 800-1000 mg di fosfato di calcio al giorno, suddiviso in due dosi uguali, può aiutare.
I PROBIOTICI: nel momento in cui le pareti del nostro intestino sono ricoperte di batteri buoni, quelli patogeni faticheranno ad attaccarlo. Il consumo di alimenti contenenti Lactobacillus abbasserà le probabilità che nel vostro intestino si annidi la Salmonella; se per caso dovesse succedere si recupererà molto prima. Dopo un paio di scariche di diarrea molti batteri buoni saranno stati eliminati: gli esperti consigliano di assumere almeno sei miliardi di organismi viventi, derivanti da integratori, alimenti fermentati, prodotti lattiero-caseari, in particolare ricotta, kefir, yogurt.
IL CARBONE ATTIVO: quando si è contratta una intossicazione alimentare, risulta utile assumere carbone attivo: le tossine rimarranno intrappolate sopra e poi espulse attraverso le feci. Mescolatelo ad un po’ d’acqua e assumetelo lontano dai pasti, non preoccupandovi se le vostre feci risultaranno nere.
LO ZENZERO: è un alimento che risulta molto rilassante per uno stomaco sofferente. Lo zenzero, sotto forma di biscotti, candito, aggiunto ad un tè, o crudo può aiutare a combattere la nausea, il mal di mare, i disturbi della gravidanza, gli stati posoperatori. Il motivo per cui lo zenzero funzioni così bene ancora non è chiaro; gli esperti pensano che riesca a depositarsi in un tratto dell’intestino capace di contrastare il segnale di nausea al cervello. Si dovrebbe assumerne circa 500 mg sotto forma di capsule.
Occhio alla prevenzione
Lo Zooprofilattico di Torino, della Liguria e della Val D’Aosta hanno realizzato una cartolina, disponibile nei supermercati, per mettere in guardia dalle intossicazioni alimentari. La cartolina contiene semplici consigli pratici per difendere la nostra salute specie quando fa caldo.
Le regole sono poche ma indispensabili da seguire e vanno dall’utilizzo corretto della borsa termica, all’abitudine di conservare i cibi in frigorifero, a quella di non utilizzare per esempio durante le gite estive le piazzole comuni per cucinare in quanto non si potrà mai essere sicuri della loro pulizia.
Le intossicazioni alimentari sono delle vere e proprie malattie causate dal mangiare o bere cibi o acque contaminati da virus, batteri, tossine, parassiti o prodotti chimici. La gastroenterite è l’infezione o intossicazione del tratto gastrointestinale; nel mondo, ogni anno, muoiono circa 3000 persone per complicanze di intossicazione. Gli agenti patogeni più comuni sono: il Norovirus, la salmonella, il clostriudium perfringens, lo staphilococcus aureus, l’escherichia coli.
A causare intossicazioni alimentari possono essere anche molte tossine, alcune prodotte da batteri presenti negli alimenti, altre nelle piante o negli animali. La maggior parte dei parassiti vengono ingeriti attraverso l’assunzione di acqua o cibo contaminato. I sintomi di una intossicazione alimentare sono i crampi addominali, la nausea, il vomito, la diarrea e, nella maggior parte dei casi, tendono a risolversi spontaneamente nel giro di 48 ore senza alcun trattamento medico. Altre volte invece se la sintomatologia si protrae o si aggrava è necessario rivolgersi ad un pronto soccorso.
Il trattamento dell’intossicazione alimentare si basa principalmente sull’assunzione di liquidi per evitare la disidratazione specie nei bambini e negli anziani. Il medico prescriverà dei farmaci per ridurre il vomito e la diarrea, in alcuni casi si ricorrerà all’assunzione di antiparassitari. Parliamo allora di prevenzione. Ecco dei semplici comportamenti per prevenire qualsiasi disagio:
1) LA PULIZIA: è necessario lavare le mani e le superfici molto spesso; i germi posso o sopravvivere molto a lungo in cucina, sugli utensili e sui taglieri.
La verdura e la frutta vanno lavate accuratamente sotto acqua corrente.
2) LA CONTAMINAZIONE: anche dopo aver pulito le mani e le superfici la carne cruda, le uova, il pollo possono ancora contaminare, per cui, separateli tra di loro.
3) LA COTTURA: buona regola sarebbe sempre, ma soprattutto d’estate, consumare cibi ben cotti.
4) IN VIAGGIO: nei paesi stranieri è preferibile mangiare solo cibi cotti e bere da lattine o bottiglie. Le insalate, il ghiaccio e la frutta andrebbero evitati.