Proprietà dei cibi: aromi naturali o veleni nascosti

La pubblicità è menzogna legalizzata (H.G. Wells).
Una citazione questa che calza a pennello al settore alimentare odierno, dove quasi niente è quello che dice di essere.
Siamo circondati da prodotti che si definiscono “naturali”, “sani, “senza glutine”, dietetici” e così via. Ma questi termini possono da soli garantire la bontà di un prodotto? E soprattutto, qual è il loro vero significato?

NATURALE: questo termine non è definito a livello di procedure alimentari e quindi in sostanza non ha alcun significato in questo ambito. Dal punto di vista della scienza dell’alimentazione, un prodotto può definirsi naturale nel caso in cui arrivi dalla terra alla nostra tavola senza subire manipolazione alcuna? Allora quale alimento può definirsi naturale? Lasciamo a voi la risposta.

SENZA GLUTINE: per definizione di legge, la dicitura “senza glutine” non è garanzia di totale assenza di glutine. E’ infatti sufficiente che la presenza di glutine non superi le 20 ppm (parti per milione). Quindi “SENZA GLUTINE” non sta a significare “zero glutine” ma solo di “basso contenuto di glutine”.

DIETA: tutti noi quando leggiamo questo termine sulla confezione di un alimento lo associamo subito ad un “basso contenuto” di calorie, grassi o addirittura pensiamo che possa aiutarci a perdere peso. In realtà anche il significato di questo termine non è regolamentato e può essere riportato liberamente su qualsiasi alimento. Ad esempio il termine DIETETICO potrebbe anche semplicemente stare a significare che l’alimento contiene un dolcificante o altro ingrediente non calorico.

SANO: Anche questo termine non ha alcun valore. Tutti gli alimenti possono essere considerati sani se non tossici, ma questo non ha nulla a che fare con la loro valenza nutrizionale.

AROMI: in Italia esistono ben 4 definizioni. Prendiamo l’esempio dell’aroma naturale di pesca, abbiamo:
1) Aroma naturale di pesca: quando almeno il 95% viene estratto dal frutto. E il restante 5%???
2) Aroma naturale di pesca con altri aromi naturali: ovvero meno del 95% dell’aroma è estratto dal frutto della pesca, il resto è costituito da una miscela di altri aromi naturali che a loro volta non sono totalmente estratti dal frutto di provenienza.
3) Aroma naturale: in questo caso il gusto è ottenuto da una miscela di componenti che non contiene la pesca o quando la miscela di aromi naturali non ha caratteristiche organolettiche ben definite riconducibili ad un gusto specifico. Pensiamo ai succhi arricchiti con frutti tropicali.
4) Aromi: il termine più diffuso che sta ad indicare sia gli aromi naturali identici (uguali a quelli naturali ma creati in laboratorio) sia quelli artificiali prodotti in laboratorio con molecole artificiali.
Potete capire quanto poco chiari siano questi termini e soprattutto che l’aggettivo naturale, inteso in senso stretto e per come è percepito dal consumatore, non ci abbia nulla a che fare.

La cosa a cui bisogna stare molto attenti è che sotto la dicitura AROMA NATURALE possono nascondersi i seguenti additivi che di naturale non hanno nulla:
Acido glutammico ( E 620 ) 2
– Glutammato ( E 620 )
– Glutammato monosodico (E 621 )
– Monopotassico glutammato (E 622 )
– Calcio glutammato (E 623 )
– Monoammonium glutammato (E 624 )
– Magnesio glutammato (E 625 )
– Sodio glutammato
– Estratto di lievito
– Proteine idrolizzate
– Caseinato di calcio
– Caseinato di sodio
– Lievito alimentare
– Lievito Nutriente
– Lievito Autolyzed
– Gelatina
– Tessuto proteine
– Proteine di soia
e altri ancora.

Ma la notizia più importante è che molti aromi naturali possono contenere estratti provenienti dal mondo animale e caseario, a cui dovrebbero porre molta attenzione vegetariani e vegani.
Ecco i due esempi più eclatanti:

– Castoreum: ottenuto dalle secrezioni delle ghiandole anali dei castori ed utilizzato per conferire l’aroma di vaniglia a caramelle, gelati e bevande.
– L-cisteina: esaltatore di sapidità comune estratto dai capelli umani o da piume di anatra.

E tutto ciò è assolutamente legale, questi composti possono essere etichettati come aromi naturali.

Cosa possiamo fare allora per difenderci dalla pubblicità ingannevole e dall’informazione poco chiara? E’ essenziale mettere in atto i seguenti semplici comportamenti:

1 – Non fidatevi degli slogan (SANO-DIETETICO-NATURALE…) e leggete esattamente gli ingredienti che compongono l’alimento. Questi devono essere chiari per legge e salta subito all’occhio se c’è qualche componente a dir poco strano.

2 – Se non conoscete un qualche componente o se il suo nome è impronunciabile oppure è composto da caratteri alfanumerici è probabile che si tratti di qualcosa che non desidereremmo mangiare.

3 – Cercate di consumare prodotti “integrali” o “biologici” ogni volta che potete.

4 – Prestate attenzione a tutto ciò che consumate. Meglio mangiate e più a lungo sarete in salute.

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