Primogenito o secondogenito: influisce sull’intelligenza?

Vi siete mai chiesti se essere nati per primi, per secondi o per ultimi possa aver influenzato in qualche modo la vostra intelligenza? Oggi gli scienziati hanno dato, a questa domanda, una risposta netta: l’ordine di nascita non influenza in nessun modo la nostra personalità nè tantomeno il nostro QI. Al di là di questa certezza ognuno di noi sa perfettamente che in ogni famiglia ciascun componente viene etichettato dai famigliari: l’intelligente, il responsabile, il fratello assennato, il ribelle, il viziato e via dicendo. Questi stereotipi però hanno una validità pressochè nulla secondo quanto affermato da un ultimo studio che è stato considerato il più grande della storia ad aver esaminato la relazione che c’è tra ordine di nascita e personalità.

Sono stati presi in esame 377.000 studenti dell’Università dell’Illinois da esperti psicologi ed è stato dimostrato che i primogeniti possedevano un vantaggio in media di QI di solo un punto superiore ai fratelli più piccoli.

I primogeniti in realtà si sono dimostrati i più estroversi, piacevoli e coscienziosi ma in maniera impercettibile rispetto ai fratelli più piccoli. Gli stereotipi sviluppati dallo psicologo Alfred Adler che volevano il primogenito un leader, il più piccolo un viziato e pigro, oggi sono giudicati notevolmente esagerati e forzati.

Lo studio recente è stato considerato attendibile perchè ha preso in esame famiglie di estrazione sociale diversa ed ha confrontato tra di loro i vari componenti, in passato invece ci si era limitati ad analizzare bambini della stessa famiglia.

Secondo gli esperti ciò che fa la differenza in termini di giudizio sono i comportamenti dei genitori che, spesso, etichettano i propri figli senza una particolare ragione.