Un ricercatore dell’Insect Research & Development a Cambridgshire nel Regno Unito, ha preso in esame tutti i dati relativi alla disinfestazione dei pidocchi, derivanti da 20 diversi studi, osservando come le lendini, le uova dei pidocchi, sarebbero capaci di resistere fino a 14 giorni dopo la cura per la loro distruzione.
Il ricercatore ha osservato, infatti, come le uova continuassero a schiudersi, nonostante le persone colpite avessero utilizzato gli appositi prodotti per eliminarle.
Il motivo sarebbe la temperatura più alta della testa nel punto in cui i pidocchi amano annidarsi e cioè la nuca e dietro le orecchie. La soluzione, quindi, dovrebbe essere di applicare i prodotti in commercio specifici, per una settimana e ripetere poi l’applicazione a distanza di 14 giorni.
I pidocchi sono un problema che interessa la maggior parte dei bambini in età scolare. Si tratta di parassiti grandi più o meno 3 mm che si nutrono di sangue umano. Da sfatare alcuni miti e credenze tramandati dai nostri nonni: i pidocchi non sono sintomo di sporcizia; al contrario paradossalmente preferiscono i capelli più puliti e quelli più chiari.
Gli animali domestici non trasmettono i pidocchi in quanto questi ultimi non gradiscono il sapore del loro sangue. I pidocchi non volano perchè non provvisti di ali, bensì, si attaccano da un capello all’altro, complice la vicinanza delle teste, soprattutto in classe. Quando si è stati colpiti dai pidocchi è inutile asciugare i capelli ad alte temperature sperando di eliminare il problema: i pidocchi amano il caldo eccessivo.
Per evitare il contagio e la trasmissione da un soggetto all’altro è bene non spazzolarsi troppo i capelli, non mettersi le mani in testa e non usare pettini e spazzole appartenenti ad altri. L’obbligo di denunciare alla scuola la presenza di pidocchi sulla testa dei propri figli non esiste più; buona norma sarebbe intervenire immediatamente per debellarli e soprattutto fare una profilassi a tutti i membri della famiglia.