Recenti ricerche hanno cercato di capire se il riposino pomeridiano, la classica pennichella, sia in effetti necessaria o meno per la nostra salute. Si pensa che i più propensi ad appisolarsi il pomeriggio, dopo pranzo, siano le persone anziane o coloro che hanno a disposizione molto tempo libero. In effetti però si è scoperto che la pennichella fa bene a tutti in quanto in grado di diminuire la sensazione di fatica, aumentare la vigilanza, migliorare l’apprendimento e la memoria, provocare meno episodi di confusione ed errori, migliorare la salute generale, lo stato d’animo.
Gli scienziati però hanno dovuto ammettere che qualcuno sperimenta degli effetti negativi. Il primo è quello di peggiorare la qualità del sonno notturno, altri al risveglio rimangono spesso storditi e faticano a riprendere le normali attività. Va detto che, in ogni caso, questa sensazione passa in poco tempo e spontaneamente.
Per spiegare meglio i vantaggi o meno della pennichella è necessario sapere che il sonno attraversa delle fasi diverse: 1, 2, 3, 4 e la fase REM.
fase 1: si tratta della fase più corta del sonno, una fase indispensabile per passare poi alle altre più profonde.
fase 2: si tratta della fase più lunga attraverso la quale l’energia, la resistenza e tutti i sensi sono migliorati.
fase 3 e 4: durante queste fasi il corpo non rilascia più cortisolo ma accentua quella dell’ormone della crescita; in questa fase si riparano i tessuti, si riduce lo stress, si metabolizzano i grassi e i carboidrati. La mente si pulisce eliminando i ricordi inutili e conservando le informazioni più importanti.
la fase rem: in questa fase vengono potenziati i ricordi a lungo termine.
Ecco allora come la pennichella può aiutarci a stare meglio in base alla sua durata
10 20 MINUTI: si tratta della durata migliore che ci impedisce di risvegliarci storditi ma, al contrario, vigili e riposati.
30 MINUTI: il nostro corpo rimane bloccato in una specie di limbo e il corpo si prepara alle fasi più profonde. Qualcuno sostiene che siano troppi perchè impedirebbero al nostro corpo di entrare nelle fasi successive e capaci di causare inerzia e intontimento dai quali poi ci vorrebbero altrettanti trenta minuti per riprendersi.
60 MINUTI: è la durata migliore per rafforzare le informazioni ricevute in precedenza: ricordare i nomi, i fatti, i volti. Ci si sveglia però molto intontiti.
90 MINUTI: si entra nel sonno profondo quello che ci permette di sognare. Paradossalmente ci aiuta a migliorare la memoria emotiva e impedisce di svegliarci intontiti.