Parkinson alimentazione, fave e mucuma efficaci

Il Parkinson è una malattia legata ad una degenerazione del sistema nervoso di particolari aree cerebrali quali, per esempio, i gangli della base e la sostanza nera; i gangli sono essenziali a rendere i movimenti muscolari fluidi. Chi è colpito dal Parkinson perde, inevitabilmente, in alcune cellule nervose cerebrali un neurotrasmettitore: la dopamina che, quando diminuisce, provoca rigidità, ipocinesia, ovvero la difficoltà ad iniziare movimenti volontari, tremore.

La soluzione sarebbe incrementare la dopamina ma è impossibile farlo in quanto il cervello è un organo impenetrabile. Si utilizza
quindi la levodopa, il farmaco ad oggi più accreditato. La levopa penetra nel cervello che a sua volta la trasforma in dopamina. Recenti ricerche hanno scoperto come una pianta, la fava, sia particolarmente ricca di L-Dopa, il principio attivo del farmaco. In realtà questa scoperta risale già al secolo scorso quando alcuni ricercatori si accorsero che, dopo aver mangiato fave, i malati di Parkinson, miglioravano la sintomatologia.

Parkinson, fave e mucuma efficaci

Il contenuto di levodopa varia a seconda del tipo di fava, della qualità e dal microclima dove cresce. Le parti della pianta che contengono più principio attivo sono i semi verdi e il baccello giovane. Stesso discorso vale per la Mucuma puriens, una pianta che al suo interno contiene L-Dopa in quantità variabile a seconda del tempo di cottura a cui viene sottoposta. La mucuma è molto utilizzata a scopo medicinale in India e vanta proprietà antiossidanti e neuroprotettive. La medicina indiana la utilizza da sempre per curare tutti i disturbi del sistema nervoso e, recentemente, è stata dimostrata la sua efficacia nella cura del Parkinson.

Parkinson alimentazione

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