Molti sono gli scienziati che hanno cercato di analizzare questo fenomeno che coinvolge molte più persone da quanto si possa immaginare. Tra gli esperti, il Dott Michael Breus, psicologo presso L’American Academy of Sleep Medicine che così ha spiegato: ” Quando si entra in sonno REM profondo, il cervello dice ai muscoli volontari del corpo di rilassarsi e andare in quasi uno stato di paralisi, che si chiama atonia. L’atonia in realtà aiuta a proteggere il corpo da un infortunio impedendo di compiere i movimenti fisici nel sonno. In altre parasonnie, come ad esempio il sonnambulismo o nei disturbi del comportamento, l’atonia non si verifica correttamente e i muscoli volontari si muovono mentre la mente rimane addormentata, che è il motivo per cui le persone a volte fanno cose folli nel sonno e sono totalmente ignare di questo.
Nelle paralisi del sonno, il corpo rimane paralizzato nella fase REM di atonia mentre il cervello si sveglia e gli occhi cominciano ad aprirsi. Chi ne soffre rimane in allarme, in uno stato cosciente transitorio, ma non è in grado di muovere i muscoli volontari o di parlare. Anche se il movimento dei muscoli involontari, come la respirazione, non è interessato, vi è spesso una sensazione di oppressione toracica, che è il motivo per cui molte persone si svegliano dalla paralisi del sonno senza fiato, incapaci di fare un respiro profondo. Gli episodi possono durare da 20 secondi a qualche minuto.
Le paralisi nel sonno avvengono quando il corpo ha difficoltà ad uscire dalla fase REM e il fenomeno può avvenire in due momenti diversi, quando ci si sta per addormentare e si definisce ipnagogico o durante la veglia; in questo caso viene definito ipnopomico.
Il motivo per cui questo accade non è ancora del tutto chiaro.
Esistono soggetti poi che hanno delle vere e proprie allucinazioni visive ed uditive che avvengono anche ad occhi aperti. In realtà questo fenomeno è abbastanza raro.
Molti riferiscono di sentire una presenza spaventosa e strana nella stanza. Durante le paralisi del sonno alcuni riferiscono di essere in grado, per esempio, di muovere le dita dei piedi o dei muscoli facciali il che aiuta a svegliarsi completamente. La paralisi del sonno è un fenomeno naturale che può capitare a chiunque ma è assolutamente più comune nei giovani e nelle persone con una storia di malattie mentali. Ogni qual volta si va a dormire, potenzialmente, si è a rischio di incorrere in una paralisi notturna.
La scienza ritiene che siano collegate ad una mancanza di sonno: più si è esausti più si è a rischio; “La privazione del sonno può essere misurata in termini di quantità e qualità”, afferma Breus. “Per esempio, se si soffre di apnee del sonno e ci si sveglia perché si smette di respirare durante la notte, la quantità di sonno è scarsa. Se si consumano grandi quantità di alcol, si è impossibilitati ad entrare negli stadi più profondi del sonno, il che ne diminuisce la qualità”.
Di parsalisi del sonno si trovano episodi risalenti anche al X secolo; la prima osservazione fu fatta da un medico olandese nel lontano 1664.
“La ricerca ha dimostrato che la paralisi del sonno non è pericolosa”, dice Breus. “Non provoca danni fisici al corpo e non ci sono morti cliniche conosciute, fino ad oggi.” Anche se ci sono alcune spiegazioni culturali terrificanti in tutto il mondo, queste sono costruite per dare un senso a una condizione molto misteriosa.
“La cosa più importante è quella di educare le persone a non avere paura”, dice il Dott.Breus: “Con ogni probabilità, si ha solo bisogno di più riposo. Solo se si dorme a sufficienza e gli episodi continuano con una certa regolarità, allora ci si dovrebbe rivolgere ad uno specialista del disturbo del sonno. “