Paracetamolo: un rischio per la gravidanza

Un recente studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association Pediatrics, ha stabilito che le donne che in gravidanza fanno un uso esagerato di antidolorifici a base di paracetamolo, corrono il rischio di mettere al mondo bambini affetti da deficit di attenzione e iperattività.

Sono state prese in esame 64000 donne danesi, monitorate tra il 1996 ed il 2002, constatando come tutte presentavano il 37% di possibilità in più di partorire un bambino con la sindrome di ADHD. Si tratta di un disturbo che si stima colpisca i bambini in una percentuale che va dall’1 al 4%, prevalentemente di sesso maschile.

I sintomi sono: capacità di concentrazione limitata, testa perennemente tra le nuvole, vitalità ed iperattività. La diagnosi non è sempre facile in quanto quasi in tutti i bambini è facile riscontrare questi sintomi che sono un po’ caratteristici della tenera età. L’allarme dovrebbe scattare quando questi atteggiamenti diventano persistenti, frequenti e, in qualche modo, compromettono le relazioni sociali e l’apprendimento scolastico. Un grande contributo dovrebbero darlo gli insegnanti, specie quelli della scuola materna, che, essendo a contattoo più ore al giorno con il bambino, potrebbero accorgersi di comportamenti non adeguati. I genitori, dal canto loro, in presenza di qualsiasi dubbio, dovrebbero rivolgersi al proprio medico.

Segnaliamo la presenza di uno strumento, rivolto essenzialmente a genitori ed insegnanti, che insegna a riconoscere questo disturbo e ad imparare a trattarlo adeguatamente: l’ADHD Partnership Support Pack, un testo di cinque volumi in cui si possono trovare informazioni utili e consigli pratici.

I contenuti dei libri sono stati curati dall’Associazione ADHD Europe e dal team di esperti dell’European ADHD Awareness Taskforce. Volendo si possono scaricare gratuitamente dal sito www.adhdandyou.it

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