Oceani, ci sono molti più pesci di quanto si credesse

Una recente ricerca scientifica portata a termine da Xabier Irigoyen, richiesta dalla fondazione spagnola Azti-Tecnalia e dall’Università saudita Kaust, ha dimostrato come, a dispetto di quanto si è creduto fino ad oggi, il fondo degli oceani sia letteralmente infestato da pesci di ogni tipo. Non parliamo solo di specie rare ma di quelli comuni che siamo abituati quotidianamente a vedere sui banchi dei nostri mercati: seppie, calamari, sogliole e pesci spada.

Le stime fino ad oggi parlavano di mille milioni di esemplari presenti negli abissi dei nostri mari, ora sappiamo che il loro numero si aggira intorno ai 10 mila milioni di tonnellate. La notizia è stata accolta in modo estremamente positivo perchè rappresenta una speranza affinchè il complesso ecosistema marino ed oceanico non sia da considerarsi in estinzione.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha rivelato come queste specie marine risultino fondamentali per rimuovere la Co2 dall’atmosfera, accelerando il trasporto di materia organica nell’oceano. In un clima spesso disfattista, in cui prevalentemente si parla di effetto serra, di innalzamento della temperatura con relativo scioglimento dei ghiacciai e di specie animali in estinzione, ci sembra una notizia incoraggiante che ci fa sperare che la natura, con le sue mille risorse, riesca in qualche modo a contrastare le opere, spesso deleterie, degli uomini.

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