Obesità cause, scoperto il vero gene responsabile

Notizia di questi giorni è che, molto probabilmente, gli scienziati potrebbero essersi concentrati, fino ad ora, su di un gene sbagliato, ritenuto, a torto, il responsabile dell’obesità. Parliamo del gene FTO. Nel 2007, infatti, le mutazioni di tale gene erano state fortemente associate all’aumento di rischio di sviluppare obesità e diabete. Un ricercatore, quindi, Marcelo Nobrega, genetista presso l’Università di Chicago, pensò di aver trovato la soluzione ad una patologia che affligge la maggior parte della popolazione mondiale.

Recenti studi hanno invece scoperto un altro gene, l’IRX3, altamente espresso nel cervello, che gioca un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo energetico e nel comportamento alimentare.
Il gene IRK3 è risultato fortemente collegato all’insorgenza dell’obesità. Studi di laboratorio, hanno altresì dimostrato che i topi, in cui era assente questo gene, pesavano il 25-30 % in meno rispetto ai topi con gene IRX3 funzionale, pur essendo stati nutriti con una dieta ricca di grassi; erano, allo stesso tempo, resistenti a sviluppare malattie metaboliche come il diabete ed avevano più energia.

Stesso risultato si è ottenuto bloccando, nell’ipotalamo, il gene IRX3 in quei topi che lo possedevano. Un gene equivalente esiste anche nell’uomo, per cui gli scienziati sembrano tutti concordi nel ritenere di aver trovato finalmente la chiave che determina l’obesità. Tutto questo si spera si traduca nella formulazione di farmaci che riusciranno a combattere definitivamente questo flagello. Una considerazione importante però bisogna pur farla. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che i casi di obesità nel mondo sono quasi raddoppiati tra il 1980 ed il 2008 e che, ogni anno, 2,8 milioni di adulti muoiono a causa del sovrappeso.

Le cause sono tante: la mancanza di esercizio fisico, diete ad alto contenuto di zuccheri e grassi, un’indiscutibile ereditarietà genetica. Il monito degli esperti è di mettere in guardia la popolazione nel non riporre troppe speranze nella ricerca di cause genetiche ma di iniziare, da subito, ad adottare comportamenti alimentari e stili di vita più consoni.

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