Obesità infantile: “Okkio alla salute” contro le cattive abitudini alimentari

Il sistema di sorveglianza dedicato ai minori per la prevenzione dell’obesità infantile di età compresa tra gli 8 e i 9 anni, istituito dal Ccm ovvero “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie”, che prende il nome di OKKIO alla SALUTE, ogni anno presenta i risultati ottenuti dalle ultime rilevazioni. Quest’anno il programma si è svolto sotto lo slogan: “Guadagnare salute – rendere facili le scelte salutari” ed è stato coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali. Grazie anche alla collaborazione fornite dagli istituti scolastici, ogni anno “OKKIO alla SALUTE” riesce a rendere i genitori più partecipi rispetto ai comportamenti alimentari spiegando loro come abitudini errate, protratte nel tempo, possano far sviluppare obesità ai propri figli.

I dati forniti quest’anno da “OKKIO alla SALUTE”, sono stati messi a confronto con quelli relativi al 2008 e, per fortuna, si è assistito ad un leggero calo dei casi di sovrappeso e obesità, anche se l’Italia, purtroppo, rimane posizionata ai primi posti in Europa. I bambini in sovrappeso sono risultati il 20,9 %, nel 2008 23,2; i bambini obesi 9,8%, nel 2008 10,2; da sottolineare che nel 2012 erano il 12%.

Obesità infantile, le cause

Ma quali sono le abitudini alimentari sbagliate, quelle che favoriscono l’obesità e il sovrappeso? Secondo “OKKIO alla SALUTE” gli errori partirebbero già dalla colazione: il 31% non la consuma in modo adeguato nel senso che non viene rispettato il giusto rapporto tra carboidrati e proteine; si prosegue all’ora di merenda che risulta sempre troppo abbondante. Secondo quanto, onestamente dichiarato dai genitori stessi, i propri figli non consumano quotidianamente nè frutta nè verdura ma, al contrario, non si fanno mancare bevande zuccherate e gassate.

Che dire della sedentarietà? Il 16% dei figli degli intervistati, il giorno precedente l’intervista non aveva svolto nressun tipo di attività; il 18% dei bambini pratica uno sport, una volta a settimana; di contro i dati salgono quando si parla di tv e videogiochi: il 42% dei minorenni ne possiede una in camera che guarda per più di due ore al giorno.

Okkio anche… ai genitori

Dati alla mano, quindi, i risultati anche quest’anno non sono molto incoraggianti; ciò che è emerso dall’indagine di “OKKIO alla SALUTE” è l’atteggiamento molto spesso sbagliato dei genitori; per la maggior parte di essi, nonostante obiettivamente, abbiano un figlio in sovrappeso o obeso, non lo ritengono tale così come non ritengono eccessiva la quantità di cibo consumato dai loro bambini. La sfida più importante per “OKKIO alla SALUTE” rimane allora proprio quella di cambiare l’atteggiamento degli adulti che si rendano conto, una volta per tutte, che hanno il dovere di educare alla salute i propri figli per non farli diventare i malati di domani. Il sovrappeso e l’obesità sono la più grande sfida per tutta la Sanità pubblica. “OKKIO alla SALUTE” ci sembra un ottimo strumento che, una volta individuato il problema, programma interventi mirati per risolverlo.