La scienza ha dimostrato che non tutti i grassi sono cattivi: questi ultimi infatti si sono rivelati efficaci non solo per il ruolo protettivo nei confronti del cuore ma anche di essere di aiuto nella eterna lotta contro il sovrappeso. Sottoporsi a diete low fast per dimagrire non rappresenterebbe quindi la scelta migliore. Per anni ci hanno intimato di rinunciare al burro e al latte intero o ad tutti quegli alimenti ricchi di grasso.
Parere degli esperti è invece che i medici dovrebbero concentrare le loro energie per suggerire ai propri pazienti di rinunciare semmai agli alimenti trasformati. “Nonostante il dogma pervasivo che bisogna tagliare il grasso per perdere peso, le prove scientifiche non supportano le diete povere di grassi rispetto ad altri interventi dietetici per la perdita di peso a lungo termine”.
Cosa è successo? Già dal 1983 le linee guida inglesi suggerivano di ridurre il consumo di grassi al 30% giornaliero di calorie totali e di aumentare il consumo di carboidrati. Tutto ciò ha contribuito al radicarsi dell’idea che bisogna contare ossessivamente le calorie per sperare di perdere peso. Lo studio odierno, pubblicato invece sulla rivista medica The Lancet, raccogliendo informazioni provenienti da 53 studi differenti, ha scoperto che togliere il grasso dalla propria dieta è il modo più sbagliato per dimagrire.
Negli ultimi anni non a caso è cresciuto l’interesse per la dieta mediterranea quella che contiene un maggior numero di grassi provenienti però dall’olio extravergine di oliva, dal pesce, dalle noci, dalla frutta, dalla verdura e dai cereali integrali.
L’evidenza, emersa negli anni, ha dimostrato che le diete a basso contenuto di grassi si sono rivelate quasi sempre le più fallimentari.