Multivitaminici, l’uso quotidiano potrebbe ridurre il rischio di cataratta per gli uomini

Una nuova ricerca condotta dalla Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School, entrambi di Boston, ha scoperto che l’uso quotidiano di integratori multivitaminici potrebbe ridurre il rischio di cataratta per gli uomini nel lungo periodo.

I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati sulla rivista specializzata di settore Opthalmology.

Ricerche precedenti avevano già dimostrato una stretta correlazione tra l’uso di integratori alimentari e la salute degli occhi, ma il gruppo di ricercatori, guidato dal dottor William Christen della Harvard Medical School, ha deciso di misurare il grado di relazione tra l’uso nel lungo periodo di integratori multivitaminici e il rischio di malattie degli occhi, sul quale erano stati raccolti in passato dati scarsissimi.
Gli scienziati hanno osservato 12.641 uomini di sesso maschile ultracinquantenni.

Questi soggetti facevano tutti parte del Physicians’ Health Study II ( PHS II ) e i dati riguardano il periodo 1997-2011.

Alla metà degli uomini è stato fatto assumere quotidianamente un multivitaminico comune, insieme a integratori a base di vitamina C, vitamina E e beta- carotene, mentre all’altra metà dei partecipanti è stato fatto assumere un placebo. Le quantità delle vitamine somministrate non eccedeva il fabbisogno quotidiano.
I soggetti sono stati seguiti in media per 11,2 anni.
I risultati dello studio hanno rivelato che nel gruppo che aveva assunto il placebo, ci sono stati 945 nuovi casi di cataratta. Mentre, il gruppo a cui era stato somministrato il multivitaminico solo 872, mostrando una riduzione del rischio del 9% per tale patologia.
Esaminando i risultati più nel dettaglio, i ricercatori hanno scoperto che gli uomini che hanno preso multivitaminici avevano un rischio ridotto del 13% per la cataratta nucleare, una patologia che si sviluppa al centro del cristallino ed è dovuta per lo più all’invecchiamento.

La riduzione del rischio di cataratta avrebbe un grande impatto sulla salute pubblica e quindi un’enorme utilità sociale. “Anche una riduzione di soli 10 punti percentuali del rischio di contrarre la cataratta, avrebbe un impatto incredibile sulla salute pubblica”, commenta il Dott. Christen.

Allo stesso tempo i ricercatori tengono a precisare che i dati dello studio non siano rilevanti da un punto di vista statistico e che sono necessari approfondimenti che sarebbero comunque assolutamente giustificati da questi primi soddisfacenti risultati.

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