Secondo l’European Center for Diseases Control, l’Italia si troverebbe al primo posto in Europa per quanto concerne i casi di morbillo. Gli ultimi dati parlano di 12000 casi segnalati in Europa tra novembre 2012 e ottobre 2013, tra cui solo in Italia 3400. C’è da evidenziare che la maggior parte dei soggetti colpiti da questa malattia esantematica non avevano usufruito della vaccinazione gratuita e, in particolare, il 9% non avevano eseguito correttamente il ciclo vaccinale.
Tutto ciò si traduce nel non raggiungimento dell’obiettivo di eradicare questa malattia, come era stato previsto, entro il 2015.
Il morbillo è una malattia causata da un virus, il paramyxovirus che si trasmette per via aerea e la cui incubazione oscilla tra i 10 e i 12 giorni.
La malattia è caratterizzata da una divisione dei sintomi in due fasi: il periodo podromico della durata di 3 giorni in cui compaiono congiuntivite, raffreddore con secrezioni nasali abbondanti, tosse secca,, malessere e febbre anche elevata. Iniziano a comparire in questa fase piccole macchie bianche che vengono chiamate macchie di Koplik, dopo di che appare l’esantema tipico della malattia che interessa il viso, specie dietro le orecchie e di seguito tutto il corpo. Le macchie, di colore rosso, si possono sentire al tatto e, con il passare del tempo, tendono a confluire tra di loro.
Il morbillo, di per sè, non è una malattia pericolosa ciò che preoccupa sono le eventuali complicanze: otite media nel 10% dei casi, broncopolmonite e polmonite nel 5% dei casi, encefalite morbillosa, un caso ogni 1000. Farmaci per la cura del morbillo non esistono, l’unica cura è rappresentata dal paracetamolo per controllare la febbre e, in alcuni casi, dagli antibiotici quando compaiono complicanze batteriche. Il calendario vaccinale prevede una prima dose tra il 13° ed il 15° mese di vita ed un richiamo tra i 5 o 6 anni.