Meteorismo cause e rimedi

A chi non è mai capitato di avere la sensazione di pancia gonfia come se fosse piena di aria? Spesso capita perchè abbiamo mangiato troppo o molto velocemente. Se il motivo è questo non c’è da preoccuparsi in quanto si tratta di un fenomeno passeggero.

Se il disturbo persiste o aumenta, probabilmente potrebbe essere la spia di altre patologie. Occorre sapere che nel nostro organismo e, più precisamente, all’interno del colon viene prodotta costantemente una certa quantità di aria, un po’ attraverso la masticazione, un po’ grazie ad un enzima presente nella flora microbica.

Questa quantità di aria è variabile in ogni individuo e in casi normali non provoca nessun fastidio tranne qualche imbarazzo. Eliminare l’aria in eccesso si può, intervenendo sull’alimentazione. Esistono dei cibi predisponenti a questo disagio: il pane, la pasta, i prodotti integrali, la mollica di pane bianco. meteorismo cause e rimedi

Lo zucchero, insieme ad altri dolcificanti come il sorbitolo, il fruttosio e il mannitolo fermentano nello stomaco così come la frutta zuccherina o molto matura. I cibi grassi andrebbero limitati nel loro consumo così come il tè, il caffè ed in una certa misura il cacao ed il cioccolato specie quello fondente. Da evitare gli alcolici, lo champagne ed i vini frizzanti. Ci sono delle strategie che si possono adottare per contrastare questo fastidioso disturbo e sono tutte di origine naturale.

Il carbone vegetale, che si ottiene dalla distillazione secca del legno di betulla, di salice o di pioppo ha la capacità di riassorbire i gas intestinali. Un valido aiuto è rappresentato dai fermenti lattici che, mantenendo il giusto grado di acidità, riequilibrano la flora batterica.

In erboristeria è possibile acquistare semi di varie spezie con cui preparare dei decotti molto efficaci: i semi di cumino, di finocchio e di anice. Gli oli essenziali hanno delle proprietà digestive ed antifermentative. Tra questi i più efficaci risultano quelli di menta piperita da assumere un’ora prima dei pasti principali, per almeno trenta giorni.

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