Chi non ha mai sofferto di pancia gonfia, dermatite, bronchite qualche volta ricorrente, stanchezza, herpes e si potrebbe continuare all’infinito elencando diversi altri disturbi. Qualche volta si tratta di episodi sporadici che non devono preoccupare e che, come sono arrivati così vanno via; altre volte, invece, possono nascondere altri problemi: uno di questi potrebbe essere rappresentato da una intolleranza alimentare.
Iniziamo con il dire che l’intolleranza verso un determinato alimento è una reazione, per lo più infiammatoria, del nostro organismo, più o meno sintomatica, che avviene in seguito al contatto prolungato con un determinato tipo di alimento. Non bisogna confondere l’intolleranza con la reazione allergica.
Intolleranze alimentari sintomi
Mentre quest’ultima può essere scatenata anche dall’ingestione di piccole quantità di alimento, l’intolleranza, all’inizio, è quasi asintomatica, almeno fino a quando non supera il cosiddetto “livello soglia”, oltre il quale provoca sintomi che coinvolgono diversi organi ed apparati. Per capirci meglio: l’organo coinvolto in questo delicato meccanismo è il nostro intestino e, più nello specifico, la nostra mucosa intestinale che ha il compito di proteggerci dagli attacchi esterni.
Quando adottiamo degli stili di vita sbagliati o ci nutriamo male, non facciamo altro che indebolire il nostro intestino e facciamo venir meno la sua capacità di barriera selettiva; così facendo, creiamo i presupposti per sviluppare una intolleranza alimentare. Esiste un termine scientifico per descrivere questo fenomeno: la “sindrome dell’intestino gocciolante”. Ovvero, stili di vita sbagliati fanno, in qualche modo, sgranare le maglie del nostro intestino, che farà passare di tutto, dalle particelle di cibo non completamente digerito, alle tossine, agli antigeni che scateneranno la risposta violenta del nostro sistema immunitario.
Abbiamo capito, quindi, la grande importanza che riveste la flora intestinale. Tutto, sappiate, che ha inizio dalla prima infanzia; allattare al seno il bambino significa dargli la possibilità di costruirsi una buona composizione di flora batterica; svezzarlo nel modo giusto gli migliorerà la vita; da adulti, sarà bene non abusare mai di farmaci, specialmente gli antibiotici, i lassativi e gli antinfiammatori; fate attenzione ai cibi che contengono additivi chimici, metalli pesanti, pesticidi; per quanto possibile scegliete di mangiare biologico.
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CIBI CHE PROVOCANO STANCHEZZA
Quando inizia una nuova settimana, il fatidico lunedì, tutti, chissà perchè ci sentiamo un po’ stanchi e giù di corda. Eppure magari veniamo fuori da un weekend in cui ci siamo davvero riposati. La colpa generalmente la diamo all’età che avanza, allo stress, al tipo di lavoro che svolgiamo che magari non ci appassiona più di tanto. Considerate che, qualche volta, la causa di tutto ciò può essere attribuita ad alcuni alimenti, così come ipotizzato recentemente da alcuni esperti in fatto di salute e nutrizione. Alcuni alimenti che normalmente assumiamo possono incoraggiare i sentimenti di stanchezza e spossatezza.
Il motivo è da ricercare in alcune intolleranze alimentari di cui soffriamo senza esserne consapevoli. Per ripristinare i normali livelli di energia, a volte, è sufficiente eliminare alcuni cibi dalla nostra alimentazione.
I PRODOTTI CASEARI: si tratta di alimenti nutrienti ma, in chi soffre di intolleranza, possono causare stanchezza cronica. I più colpiti sono i soggetti di origine mediterranea, di meno gli africani e gli asiatici. Digerire il latte, da parte di chi soffre di intolleranza, provoca sempre una quantità eccessiva di stress. Il sistema immunitario, infatti, tende a combattere queste sostanze e provoca infiammazioni che si manifestano con dolori articolari, mal di testa, rigonfiamento dell’intestino. Il gonfiore, a sua volta, ostacola la digestione, e l’elaborazione dei nutrienti. Per questo motivo è facile poi sentirsi stanchi e privi di energia.
IL GRANO: il grano è un alimento che può causare sbalzi di umore. La sostanza incriminata è il glutine. La stanchezza derivante dal consumo di questo alimento in chi è intollerante è causata dalla mancanza di assimilazione di sostanze nutritive.
LA VERDURA E LA FRUTTA: la stanchezza e l’affaticamento sono stati recentemente associati al consumo di frutta e verdura appartenenti alla famiglia della belladonna. Parliamo dei pomodori, dei peperoni, delle patate, delle melanzane, dell’uva spina e anche del tabacco. Quando si soffre di allergia o intolleranza anche ad uno solo di questi alimenti è molto probabile che non si sopportino neanche gli altri e che facilmente si provi fatica e stanchezza.