La rivista Cell ha pubblicato uno studio condotto da ricercatori israeliani che hanno cercato di dimostrare come, forse, tutto ciò che pensavamo di sapere riguardo al cibo sano e che fa bene, non corrisponde a verità. Il concetto più o meno è questo: una dieta che fa bene ad un individuo può non produrre gli stessi effetti positivi su di un altro. Gli scienziati sono partiti dalla consapevolezza che, molto spesso, chi decide di seguire una dieta diventata di moda perchè ha funzionato su alcune persone, spesso si ritrova ad aumentare di peso e ad avere problemi di salute.
Una delle diete più famose è la Dieta a zona o la dieta dell’indice glicemico che ha come obiettivo quello di tenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Si è scoperto però che questo tipo di dieta non va bene per tutti.
Sono stati reclutati 800 soggetti volontari sani e pre – diabetici di un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, invitati a compilare dei questionari circa le loro misure del corpo, gli esami del sangue, la presenza di glucosio nel sangue, oltre che informazioni sulle loro abitudini comportamentali.
Ad ognuno di essi è stato chiesto di consumare una colazione standard ogni mattina e si è notato come ognuno reagiva in modo diverso pur consumando gli stessi cibi. Ad influenzare i risultati contribuivano tra le altre cose il loro indice di massa corporea e la loro età. Esistono notevoli differenze tra un individuo e l’altro e ognuno di noi risponde in modo diverso all’assunzione dello stesso cibo.
I risultati dello studio hanno dimostrato che è necessario adattare ogni pasto alla biologia di ognuno e che non esistono delle regole alimentari uguali per tutti. Per fare un esempio i pomodori, un alimento sano, in molte persone producono un innalzamento degli zuccheri nel sangue per cui diventano un alimento sconsigliato. Esiste chi, pensando di agire in buona fede consumandone una discreta quantità ogni giorno, si è ritrovato magari ad avere problemi cardiovascolari. Allora gli scienziati hanno pensato che forse la soluzione sarebbe quella di cerare un algoritmo capace di valutare centinaia di fattori personali trasformandoli in un piano alimentare. Potrebbe darsi che per qualcuno stare bene non significhi consumare sempre insalate ma assumere cioccolata e gelato.
La ricerca ha entusiasmato la comunità scientifica e soprattutto i singoli individui tanto che, al momento, ci sono più di 4000 volontari in lista di attesa per continuare gli esperimenti.