L’albero di sughero, Phellodendron amurense, da secoli viene utilizzato dalla Medicina Cinese tradizionale; l’estratto dell’albero di sughero, chiamato in Cina, Huang bo, fa parte delle 50 erbe fondamentali che compongono la terapia cinese tradizionale. La prova è che questa sostanza appare in un manoscritto , ritrovato nelle tombe Mawangdui, risalente al 168 A.C. Si narra che Shennong, vissuto intorno al 2800 A.C., responsabile della sperimentazione e compilazione dell’elenco delle erbe curative, già utilizzasse l’estratto di corteccia di sughero.
Il suo libro fitoterapico “Shen Nong Ben Cao Jing, si ritiene essere il più antico libro sulla medicina cinese. Nel corso dei secoli, la medicina cinese ha utilizzato questa sostanza per trattare diverse tipologie di malattie: la meningite, la dissenteria, la polmonite, la tubercolosi e la cirrosi epatica, tutte patologie che presentano tratti simili alle forme più gravi di cancro. Recenti ricerche hanno evidenziato come l’estratto di corteccia di sughero, inibisca il processo di cicatrizzazione di alcune forme tumorali. Le cicatrici, nei tumori, o meglio le fibrosi, sono un ostacolo all’utilizzo dei farmaci antitumorali.
Non essendo il cancro pancreatico, l’unico a presentare cicatrizzazioni, si è pensato di utilizzare lo stesso trattamento per tumori del fegato e del rene.Nessun farmaco, ad oggi, era riuscito ad inibire la fibrosi; l’albero di sughero sembra riesca a blocacre l’enzima Cox-2 responsabile dell’infiammazione. Il Dott.Kumar, pur non essendo ancora sicuro del perchè questo avvenga, intende continuare la sperimentazione. Una cosa è certa: se l’utilizzo dell’Amur Cork Tree, questo il nome dell’albero, dovesse confermare i risultati, si potrebbe inaugurare una nuova stagione di trattamenti per tumori che, fino ad oggi, non hanno lasciato grandi speranze. L’estratto di corteccia di sughero attualmente si vende, come integratore, sotto forma di capsule con il marchio Nexrutine, della Next Pharmaceuticals di Salinas, in California.