La fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale si manifesta con un battito scomposto del cuore; se, in condizioni normali, gli atri e i ventricoli si contraggono in modo naturale, nel caso si soffra di fibrillazione, risultano disorganizzati e danno vita ad un battito che risulta spesso accelerato ed irregolare.

La frequenza del battito cardiaco in questi casi può arrivare fino a 100-200 pulsazioni al minuto contro un numero normale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 60-80. La fibrillazione atriale è un disturbo che, se diagnosticato, può essere trattato con successo; in caso contrario, sottovalutandolo, potrebbe provocare danni più seri tra cui un ictus cerebrale.

I farmaci comunemente usati sono quelli antiaritmici che ripristinano il normale ritmo del cuore e i betabloccanti che ne regolano la frequenza. Ci sono dei fattori che predispongono a questo disturbo: l’età avanzata con conseguente invecchiamento del cuore, alcuni tipi di malattie cardiache, lo stress eccessivo, l’ipertensione o malattie che riguardano la tiroide o i polmoni.

Molte volte la fibrillazione atriale non dà sintomi evidenti, altre invece si manifesta con la sensazione di avere il cuore in gola, con la mancanza di respiro, le vertigini o un senso eccessivo di stanchezza. Prevenire la fibrillazione atriale si può, adottando semplici regole comportamentali. Innanzitutto è necessario praticare una attività fisica, non eccessiva, tutti i giorni, almeno per 40 minuti.

Bisognerebbe ridurre o eliminare il numero di sigarette fumate.

Controllare periodicamente i valori di colesterolo, pressione, glicemia. Sottoporsi ad una visita cardiologica ogni tanto ed in particolare, superati i 60 anni, ogni due anni.

Bisogna tenere sotto controllo anche la pressione arteriosa e riferire al medico la sensazione, quando la si avverte, di battito irregolare e disordinato.

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