L’Institute of Family Studies ha rivelato, dopo uno studio durato 12 anni, che la felicità nella vita di ognuno di noi arriva dopo i 50 anni. Sono stati utilizzati dati provenienti dall’aver analizzato circa 27.000 australiani mettendo a confronto il loro stato d’animo durante le principali transizioni, tipiche delle varie età.
Si è così capito che fino all’età di 15 anni tutti sono più o meno felici ma che poi la percentuale scende drasticamente verso i 20 per poi continuare a scendere fino alla metà dei 30 anni. Tra i 30 e i 50 il livello di felicità si mantiene pressochè stabile. La sorpresa poi è che inizia a salire nuovamente fino agli 80 anni, il periodo considerato più felice.
Ma quali sono le tappe, quasi obbligate, che ognuno di noi deve compiere e quali sentimenti provocano?
Uscire di casa e quindi diventare indipendenti comporta sempre un cambiamento generale di felicità ma corrisponde però anche ad un declino della soddisfazione personale, in particolare per le donne.
Entrare nel mondo del lavoro cambia la percezione di felicità, sia per gli uomini che per le donne, ed in genere l’assestamento dura circa sei anni.
Il primo bambino aumenta la soddisfazione personale nei primi anni, poi si assiste ad un declino che di solito corrisponde all’inizio della scuola. La separazione, comune a molti, è sempre collegata ad un calo drastico della felicità, specie per le donne.
Nel momento in cui i figli vanno via di casa la soddisfazione personale inizia ad aumentare di poco; la felicità aumenta con l’arrivo del pensionamento, diminuisce per una vedovanza, specie se avviene dopo un periodo di malattia. La felicità poi raggiunge il minimo dopo un anno dal decesso del partner.