La dieta funzionale

Ci credereste che già Ippocrate nel 463 A.C. affermava che “se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, nè in difetto nè in eccesso, avremmo trovato la strada della salute?”.

Ebbene sì, il concetto di benessere e salute era noto già nei tempi antichi. La domanda è: qual è il livello di attività motoria ottimale? Qual è la quantità giusta di cibo da assumere? Siamo convinti di essere nel giusto se affermiamo che tutte le diete restrittive hanno come effetto, nel tempo, di farci ingrassare maggiormente.

Siamo convinti che più in fretta perderemo peso tanto più in fretta lo recupereremo e con gli interessi. Siamo convinti infine di consigliare a chiunque di non iniziare affatto una dieta dimagrante se non si ha la certezza di raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissi e di riuscire a mantenerlo costante nel tempo. La dieta funzionale

Più che di diete dimagranti dovremmo occuparci di diete funzionali che propongono sempre alimenti sani e che in qualche modo, una volta assunti, si comportano proprio come dei farmaci anche se naturali. Seguire una dieta funzionale significa non fare continuamente il calcolo delle calorie, attività che risulta sempre stancante e soprattutto frustrante, ma calcolare l’energia che determinati cibi possono fornirci.

Più che di alimenti la dieta funzionale pone l’accento sugli elementi che compongono un determinato cibo. Per fare qualche esempio: gli omega 3 si comporteranno come un farmaco contro livelli alti di trigliceridi, gli antiossidanti contenuti nel vino rosso o nell’uva, insieme ai flavonoidi delle verdure, contrasteranno l’insorgenza di tutte le malattie neurodegenerative; L’acido folico contrasterà il rischio di ammalarsi di patologie vascolari; il calcio aiuterà a prevenire l’osteoporosi in età avanzata e cosi via dicendo.

La dieta funzionale non ha motivo di essere iniziata se non ci si convince che una sana attività fisica è indispensabile. Recenti ricerche hanno dimostrato come vi sia una maggiore incidenza di tumore al seno in quelle donne che si trovano in una condizione di sovrappeso o di sedentarietà. Fare attività fisica riesce a ridurre i valori pressori, riesce ad aumentare il colesterolo buono a scapito di quello cattivo, riesce a ridurre la glicemia, a migliorare l’umore e a ridurre lo stress. L’OMS ha dato una recente definizione di salute intesa non come “assenza di malattia” ma come “percezione del benessere”; per creare la salute in pratica è necessario associare una giusta quantità di cibo e nutrienti ad una sana attività.

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