La dieta del contadino

Che l’obesità, il diabete, l’ipertensione e i disturbi vascolari siano le malattie del benessere è noto ormai da tempo. Fino a due, massimo tre generazioni fa, le cose andavano in maniera decisamente diversa. La carne, quando andava bene, si consumava solo la domenica o in occasioni davvero speciali! Non sono pochi gli studi scientifici che attestano come ci sia una netta relazione tra consumo eccessivo di carne ed aumento di casi di tumore. Cosa mangiavano i nostri avi? Cominciamo con il dire che la maggior parte erano contadini per cui si alimentavano con prodotti di origine vegetale, cereali integrali, legumi, frutta.La dieta del contadino

Assumere questi alimenti fa bene a tutto l’organismo ma in particolar modo al cervello che trae giovamento dagli antiossidanti contenuti in questi prodotti. Questi ultimi risultano fondamentali, grazie al loro contenuto di grassi buoni, per mantenere in salute la parte più arcaica del nostro cervello. Assumere regolarmente almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura mette al riparo dallo sviluppare malattie come l’Alzheimer e il Parkinson. Gli Omega3, contenuti nelle noci, nell’olio extravergine d’oliva, nei semi di lino, nella frutta secca, costituiscono la base delle nostre cellule nervose che assolvono la maggior parte delle nostre funzioni cognitive.

Il cervello umano necessita, inoltre, di zuccheri semplici, contenuti nei cereali integrali, ricchi, tra l’altro di tiamina, capace di migliorare la memoria. Stesso discorso vale per le proteine, indispensabili per le funzioni di neurotrasmissione. Consumare, quindi, la carne una volta due a settimana, scegliendo preferibilmente quella bianca, andrà benissimo ma ricordatevi che questa può tranquillamente essere sostituita dai legumi o dalla soia.

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