La dieta a zona mediterranea

La dieta a zona originale nasce in America, ideata da un medico biochimico, tale Barry Sears. Forse non tutti sanno che questo medico si dedicò anima e cuore alla ricerca di un metodo alimentare efficace a seguito di due lutti familiari; il nonno ed il fratello, infatti, morirono entrambi per una ischemia cerebrale, nonostante avessero condotto una vita scandita da regole alimentari sane e da una attività fisica costante.

Il Dott. Bears pose la sua attenzione su alcuni ormoni, gli eicosanoidi, responsabili di controllare il sistema immunitario e cardiovascolare. Di questo ormoni esiste sia una versione cattiva che una buona e, rimanere in buona salute, significa trovare un equilibrio tra la produzione dei primi e dei secondi.la dieta a zona mediterranea

Per questo motivo il Dott. Bears ripartiva gli alimenti tenendo conto di questa proporzione: 40% di carboidrati, 30% di proteine, 30% di grassi per tenere sotto controllo la produzione degli eicosanoidi. In Italia la dieta a zona non ha avuto il successo sperato essendo in totale contrasto con le nostre secolari abitudini alimentari. Difficilmente un italiano riuscirà a rinunciare al piatto di pastasciutta e magari a inzupparci dentro il pane o anche alla pizza settimanale, per non parlare della bruschetta condita con olio e pomodoro. Bene.

La dieta a zona mediterranea concede il pane, la pasta UNITE con condimenti crudi e leggeri pur intimando di non esagerare con le porzioni. La tabella nutrizionale verrebbe quindi un po’ rivista prevedendo il 65% di carboidrati, il 15% di proteine e il 15% di grassi. In termini estetici la dieta a zona mediterranea promette di ridurre qualche chiletto, di migliorare l’aspetto della pelle e di tenere alto l’umore, non essendo necessario rinunciare agli alimenti preferiti. Regola fondamentale è integrare l’alimentazione con acidi grassi Omega3.

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