Intolleranze alimentari: cosa fare

Quando si parla di intolleranze alimentari si pensa che l’unico organo coinvolto sia l’intestino; in realtà, ci sono altri organi che risentono di questo problema: parliamo del pancreas, del fegato e dei reni. Di certo la mucosa intestinale gioca un ruolo fondamentale in quanto, se danneggiata, permette il passaggio di sostanze di scarto.

Il pancreas, a sua volta, ha il compito di produrre enzimi importantissimi per la demolizione delle macromolecole alimentari; se abusiamo di farmaci, alcol o se siamo molto stressati, la sua funzionalità risulterà irrimediabilmente compromessa e soprattutto non digeriremo a dovere. Il fegato ed i reni, entrano in gioco dopo che gli alimenti hanno superato la barriera intestinale. Ricevono nutrimento direttamente dal sangue e hanno il delicato compito di scartare le tossine.

Va da sè che, se l’intestino avrà fatto passare di tutto, il lavoro di questi due organi sarà amplificato e risulteranno meno efficienti, molti scarti non saranno eliminati del tutto, rimarranno in circolo e peggioreranno il nostro stato di salute. Potranno comparire mal di testa, stanchezza, dermatite, pruriti ingiustificati, herpes, fino ad arrivare a patologie più gravi. Cosa fare. Ci sono degli alimenti che, se non proprio scartati, dovrebbero essere consumati con molta cautela: il latte, la carne, gli zuccheri ed i carboidrati raffinati.

IL LATTE ED I LATTICINI:

contengono una quantità elevata di caseine, delle sostanze che hanno la capacità di incollarsi all’intestino umano, e di favorire la proliferazione di microorganismi, dannosi per la mucosa intestinale.

LA CARNE:

bisogna premettere che il nostro intestino è troppo lungo per smaltire in fretta i residui di carne che abbiamo assunto, per cui crescerà una flora microbica putrefattiva che danneggerà col tempo la mucosa intestinale.

GLI ZUCCHERI E I CARBOIDRATI RAFFINATI:

sono risultati essere i maggiori responsabili dell’insorgenza della candida patogena, un processo responsabile della formazione del cosiddetto “intestino colabrodo”, ossia una infiammazione di quest’organo che lascia passare, attraverso di sè, un po’ di tutto.

Detto questo è quasi inutile ripetere che la strada migliore da seguire è quella di adottare delle regole sia comportamentali che alimentari quanto più sane possibile. Risulta necessario assumere alimenti che migliorino il metabolismo e che predispongano ad una digestione ottimale degli alimenti. La natura ci fornisce degli alimenti in grado di aiutare il nostro intestino.

L’ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO:

si è rivelato un ottimo “pulitore selettivo intestinale”, in grado si stimolare i processi di guarigione.

L’AGAR AGAR:

ricco di mucillagini, sfiamma e lenisce la mucosa intestinale,

LA CENTELLA:

favorisce la cicatrizzazione della mucosa danneggiata.

LA CURCUMA:

efficace, grazie alle sue proprietà antimicrobiche e digestive. Insieme al cardo mariano, favorisce una rapida depurazione renale.

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