Influenza 2014: è ancora attiva

Influnet, la rete del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha affermato che, nelle ultime settimane di marzo, si assisterà ad un uovo picco di contagi di influenza. Generalmente il mese di marzo coincide con il termine della diffusione dei virus influenzali. Quest’anno sembra che ci sia una differenza. Nonostante i virus influenzali di quest’inverno si siano rivelati meno aggressivi rispetto agli anni precedenti, sembra che siano in qualche modo più resistenti.

Rispetto allo scorso anno, nel periodo tra il 3 ed il 9 marzo, i contagi sono stati 210mila in più ed i più colpiti continuano ad essere i bambini al di sotto del 4 anni di età. C’è una considerazione in più da fare: spesso con l’arrivo della bella stagione, oltre al virus influenzale, si aggiunge il pericolo di ammalarsi di frequenti mal di gola.

A causa infatti delle temperature più miti che si registrano in particolar modo nelle ore centrali della giornata, la tendenza è di abbandonare gli abiti più pesanti con il rischio di rimanere vittima di sbalzi di temperatura tipici del mese di marzo. Il passaggio repentino da temperature più alte a quelle più basse, mette in difficoltà la mucosa che riveste le prime vie respiratorie, esponendoci al rischio di infezioni, specie quelle virali.

Risulta molto facile ritrovarsi con il naso chiuso, gocciolante, con mal di testa ed un fastidioso mal di gola. Questo termine si usa spesso impropriamente perchè, in effetti, bisognerebbe fare una distinzione tra due tipi di mal di gola: la laringite e la faringite.

La laringite è una infiammazione del tratto della gola dove sono situate le corde vocali, spesso causata da esposizione al freddo, fumo, o dall’abitudine di gridare o di schiarirsi spesso la gola. La faringite, invece, è una infiammazione che riguarda la parte della gola subito dietro il cavo orale, dove sono posizionate le tonsille.

Il sintomo principale di questa infiammazione è spesso la febbre. Il consiglio degli esperti è di vestirsi per così dire “a cipolla”, in modo da poter avere la possibilità di togliere o aggiungere strati all’occorrenza, senza il rischio di trovarsi impreparati alle variazioni climatiche.

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.