Mangiare grassi… si può!

La demonizzazione dei lipidi (Grassi) è in parte ingiustificata se pensiamo che essi, insieme
alle proteine ed ai carboidrati, assicurano il corretto funzionamento del nostro corpo.
Gli studi più recenti rivalutano questi elementi molto spesso esclusi dall’alimentazione di
coloro che vogliono tenere a bada il proprio peso; ricordiamo che non vi è alcuna correlazione
tra l’aumento di peso fra chi segue una dieta che comprenda il GIUSTO apporto di lipidi, e tra
chi li elimina del tutto, privandosi per altro di un elemento essenziale.
L’importante è evitare l’accumulo indiscriminato bruciando le calorie in eccesso attraverso
l’attività fisica costante.
Anzi, se vogliamo dirla tutta, per ridurre i parametri metabolici è più utile ridurre i carboidrati
piuttosto che i lipidi.
Ovviamente è necessario fare un’accurata scelta tra i grassi che possono rientrare
nell’alimentazione. Occorre privilegiare i grassi di origine vegetale, dando spazio agli oli ricchi
di acidi grassi Omega-3 come l’olio di colza e l’olio di noci e agli olii come quello di oliva ricco
di acidi grassi monoinsaturi; di conseguenza saranno banditi dalla nostra tavola i grassi di
origine animale come burro, panna e strutto e gli olii che contengono alti quantitativi di acidi
grassi saturi come l’olio di palma e l’olio di cocco.
Ricordiamo soltanto che l’olio di noci non tollera le alte temperature, per cui sarà destinato a
condire preparazioni a freddo, mentre gli oli di oliva e di colza possono essere cotti.

Parlando dell’importanza di Omega-3, non possiamo dimenticare il fondamentale valore
nutritivo del pesce grasso, che deve essere consumato ALMENO una volta a settimana;
salmone, tonno o sardine non possono mancare sulla nostra tavola grazie all’elevata
concentrazione di Omega-3, che nel salmone crudo arriva persino a 1,9 g. per 100 g. di peso.
Ribadiamo che questi acidi grassi hanno il potere di proteggere dall’infiammazione cronica,
che contribuisce in particolare allo sviluppo delle malattie cardiovascolari.
Una preparazione tipicamente scandinava del salmone è il SALMONE GRAVLAX che durante il Medioevo i pescatori preparavano seppellendo il salmone nella sabbia per fermentarlo dopo averlo salato.
Farlo in casa è semplicissimo, anche perchè si può preparare con largo anticipo: basterà ricoprire il salmone fresco con una mistura di sale, zucchero, pepe, aneto ed una spruzzata di whisky, coprire con pellicola trasparente su cui saranno posizionati dei pesi; in frigo per un paio di giorni, avendo cura di rimuovere regolarmente l’acqua che si sarà formata via via.
Una volta marinati e privati della copertura, saranno pronti per essere affettati e gustati accompagnati da fette di pane di segale.