Tumori non solo caso o sfortuna

Dimentichiamoci del caso o della sfortuna!
A determinare lo sviluppo di molti tumori ci sono alterazioni del Dna causate dall'ambiente esterno e dal proprio stile di vita, come dimostra uno studio tutto italiano dei ricercatori dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), con l'Università Statale di Milano e l'Università Federico II di Napoli.
La ricerca pubblicata sulla rivista Nature Genetics mette in luce alcune falle di studi precedenti che attribuivano le cause maggiori dello sviluppo di cellule tumorali a fattori casuali, pertanto indeterminabili; ora si è giunti allo conclusione che i danni al Dna e le mutazioni cromosomiche possono essere previste con una percentuale che si aggira attorno all'85% analizzando le cellule normali e tumorali del seno.
L'attività dei geni che potrebbero eventualmente modificarsi ed alterarsi, viene influenzata dall'ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti. L'alimentazione corretta è un fattore su cui dobbiamo puntare la massima attenzione cercando laddove è possibile, di preferire cibi bio e poco processati; non dimentichiamo che il biologico autentico in senso generale non contiene residui di pesticidi e Ogm, primi incriminati nella battaglia contro i tumori. Alla luce di questo, bandito ogni fatalismo, diventa sempre più pressante il ruolo della prevenzione, dello stile di vita e nei programmi di ricerca che vengono messi in campo.
Possiamo fare molto per arginare eventuali rischi, a cominciare dal modificare cattive abitudini come il fumo, l'inattività fisica e l'eccessiva esposizione ai raggi solari; è sempre consigliabile introdurre nella propria alimentazione frutta, vegetali e legumi che andranno a sostituire zuccheri raffinati, carni rosse ed alimenti raffinati ed industriali. La speranza più concreta è che entro il prossimo decennio, il cancro possa diventare curabile attraverso medicinali e terapie che riescano a bloccare l'avanzata del male in grado di adattarsi ed evolversi, così come accade purtroppo ancora oggi, quando in alcuni casi anche la chemioterapia non riesce a sortire gli effetti sperati anche a causa dell'adattamento e della mutazione delle cellule tumorali.
Un segnale importante che volge in questa direzione, lo lancia l'ICR (Istituto Britannico per la Ricerca sul Cancro) che sfrutterà un investimento di 75 milioni di Sterline per un centro innovativo di Londra: lavoreranno a questo programma circa 300 scienziati provenienti da tutto il mondo da vari ambiti per mettere a punto strategie efficaci in grado di sviluppare terapie che inibiscano l'evoluzione del cancro.
L'amministratore delegato dell'ICR, Paul Workman è fiducioso in questo nuovo progetto: affrontando il tumore con terapie multi farmaco simili a quelle utilizzate per la tubercolosi e l'Hiv, si riuscirà a garantire una migliore qualità della vita ai pazienti e soprattutto ad aumentare le aspettative di vita.