AEROFLOT IN FIAMME

Continua ad impazzare la polemica sull’assurdo incidente aereo del volo Aeroflot SU1492 da Mosca a Murmansk nel quale hanno perso la vita 41 passeggeri.
Sono ancora avvolte nel mistero le cause che potrebbero aver scatenato l’incendio costato la vita di 41 dei 78 passeggeri (di cui 5 membri dell’equipaggio) domenica scorsa alle 18 ora locale; poco dopo il decollo infatti, il pilota aveva chiesto di rientrare a causa di un guasto non meglio precisato, ma la manovra fallisce sul nascere e l’aereo rimbalza sulla pista; dopo circa 100 metri il pilota nel disperato tentativo di governare il velivolo, striscia con la coda e s’incendia in maniera devastante a causa dei serbatoi ancora pieni di carburante.
Le fiamme purtroppo si sono propagate in fretta coinvolgendo tutte le parti dell’aereo e solo grazie all’eroismo di hostess e steward, alcuni passeggeri sono riusciti a mettersi in salvo utilizzando gli scivoli di emergenza piazzati sotto i portelloni della prua.
Solo l’esame approfondito della scatola nera riuscirà a dissipare i vari dubbi sulla dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità poichè le autorità nazionali hanno mantenuto un certo riserbo sull’accaduto diramando inizialmente la notizia di un incendio scoppiato in volo, probabilmente a causa di un fulmine.

Eppure il Sukhoj Superjet-100 si fregia del titolo di “gioiello della flotta” in quanto ultimo nato ed elettronicamente all’avanguardia, ma ciò non è bastato per impedire la tragedia: in tanti hanno testimoniato che subito dopo il decollo l’aereo abbia attraversato una violenta perturbazione e pertanto con ogni probabilità sia stato colpito da un fulmine, ma i modelli di nuova generazione costruiti con alluminio e fibra di carbonio hanno una bassa conduttività elettrica e sono perfettamente in grado di sopportare tali shock.
Inoltre questo velivolo era stato progettato per eseguire voli regionali in un raggio di circa 2000 chilometri da una collaborazione italo russa che si è avvalsa della partecipazione dell’Alenia – Aermacchi del gruppo Leonardo che utilizza da sempre standard qualitativi altissimi.

In situazioni tragiche come queste, il panico e la folla fungono da amplificatore delle sciagure e di conseguenza causano la morte di tante persone in più rispetto ad un comportamento più razionale ed ordinato: alcuni sopravvissuti hanno raccontato di essere salvi grazie all’eroismo del personale di volo improvvisatisi eroi in questa situazione di emergenza.
Una hostess pare abbia preso a calci uno sportello bloccato mettendo così in salvo decine di persone nonostante il caldo, il fumo e il buio; ad aggravare la situazione i numerosi passeggeri che tentando di recuperare i propri bagagli dai vani posti sopra i sedili, hanno di fatto rallentato il deflusso della folla impazzita che tentava di raggiungere le uniche vie di fuga, in alcuni disperati casi anche condannando alla morte chi era rimasto intrappolato tra le fiamme.
Un altro eroe di questa tragedia è lo steward Maxim Moiseev di soli 22 anni, morto anche egli nell’incendio, tentando sino all’ultimo di aprire lo scivolo di evacuazione.