Inquinamento acustico

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Il 3 marzo si celebra la giornata dell’udito e in vista di questo appuntamento
l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’International Teleccomunication Union,
hanno decretato nuovi livelli di attenzione a cui tutti i dispositivi devono attenersi
per evitare danni all’udito.
Più di 400 milioni di persone lamenta una riduzione dell’udito che compromette la
qualità della vita, ma i più colpiti sono i giovani in una fascia d’età compresa tra i 12
e i 35 anni che si sottopongono alle sollecitazioni di volumi troppo alti, specie
quando si ascolta la musica in cuffia.
Purtroppo i numeri di coloro i quali soffrono di ipoacusia sono destinati ad
aumentare: i dati statistici prevedono infatti che entro il 2050 una persona su dieci
subirà una perdita di udito seria tale da diventare una vera e propria disabilità.
In questo senso deve muoversi la prevenzione che renda i dispositivi sicuri
all’apparato uditivo.
La novità è la funzione Sound allowance : attraverso la tecnologia di un software, si
monitora la durata dell’ascolto ed il volume, dando anche informazioni al fruitore
del servizio sul superamento degli standard acustici; questo software permette
inoltre, il controllo da parte dei genitori e la riduzione automatica del volume
qualora si oltrepassino i limiti.
Purtroppo l’inquinamento acustico non è solo un problema individuale, ma
soprattutto ambientale molto spesso sottovalutato.
Tutti gli esseri viventi compreso l’uomo risentono dell’esposizione continua a rumori
insistenti e fastidiosi, soprattutto nelle grandi città, e questo ovviamente
compromette il benessere e la qualità della vita: quello che inizialmente è solo un
senso di disagio, si trasforma ben presto in un disturbo che assume mille
sfaccettature, dall’insonnia all’ipertensione, passando ovviamente ai danni
all’apparato uditivo come ronzii, capogiri ed ipoacusie.
Nelle nostre case i rumori di qualsiasi natura non dovrebbero superare i 45 db per
consentire le normali attività, il dialogo ad un tono di voce regolare e il riposo
notturno.
All’esterno delle abitazioni invece, i rumori più disturbanti provengono dal traffico
automobilistico, dalla vicinanza con gli aeroporti, in presenza di lavori pubblici, oltre
che nelle situazioni climatiche più estreme, qualora ci fossero grandinate, temporali
e nubifragi.

In città e nei luoghi all’esterno le normative europee sull’inquinamento acustico,
trovano applicazione in Italia attraverso il DL 194/2005 che fissa determinati
parametri approvati dall’ Oms:
65 decibel massimi per il giorno e 55 per la notte.
Questi limiti però trovano deroghe disposte a livello locale dalle amministrazioni
comunali per particolari esigenze del territorio.
E’ importante quindi riuscire a sottrarsi più possibile a tutto il bombardamento di
rumori fastidiosi a cui siamo sottoposti tutto il giorno, cercando di ritagliarci il nostro
angolo di pace almeno fra le mura domestiche: via libera all’insonorizzazione e
all’utilizzo di materiali naturali che hanno capacità fonoassorbenti come il sughero.